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Cronaca Succivo

Imprenditore ucciso dai Casalesi, condanna per il killer pentito

Il giudice ha inflitto 13 anni e 4 mesi ad Alberto Di Tella. Rinviato a giudizio Quadrano

Tredici anni e 4 mesi per Alberto Di Tella, rinvio a giudizio per Giuseppe Quadrano. Questo il verdetto pronunciato dal gup Tommaso Perrella del tribunale di Napoli per l'omicidio di Antonio Belardo, l'imprenditore ucciso dal clan dei Casalesi in corso Atella a Succivo nel 1991.

Per Di Tella, oggi collaboratore di giustizia, il giudice ha inflitto, al termine del processo con abbreviato, una pena più severa rispetto alle richieste del pm della Dda, che aveva invocato 10 anni. Riconosciuto il risarcimento dei danni nei confronti della parte civile, costituitasi in giudizio con l'avvocato Gianni Zara, che ha fornito un contributo importante nelle indagini, con il caso che è stato riaperto dopo una prima archiviazione. 

Dovrà presentarsi all'inizio di marzo dinanzi alla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, invece, un altro collaboratore di giustizia, Giuseppe Quadrano, anche lui coinvolto nell'omicidio. Quadrano, il killer di don Peppe Diana, ha spiegato come l'omicidio fosse maturato nell'ambito della faida interna ai Casalesi. Di diverso avviso la ricostruzione della parte civile, secondo cui Belardo venne ucciso dopo non essersi piegato alle richieste estorsive del clan e per questo fu eliminato. Sarà questo il nocciolo del processo che andrà ad incardinarsi al palazzo di giustizia sammaritano. 

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