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Imprenditore in odore di clan, annullata la confisca da 22 milioni

Accolta la richiesta degli avvocati dell'imprenditore 60enne di Formia

Annullato dalla Corte di Cassazione la confisca dei beni di Vincenzo Zangrillo, 60enne imprenditore di Formia che era finita al centro di una indagine che coinvolse anche alcuni esponenti del clan dei Casalesi. Come riporta LatinaToday la Suprema Corte ha dunque accolto il ricorso dei legali di Zangrillo e dei suoi familiari, gli avvocati Giuseppe Stellato e Pasquale Cardillo Cupo, rimandando gli atti indietro ad altra Sezione della Corte di Appello per nuova pronuncia.

Il provvedimento riguarda beni per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro, un patrimonio che comprende omprende 200 mezzi tra autoarticolati, autovetture, motocicli, furgoni, 150 immobili come abitazioni, uffici, opifici e magazzini, 21 ettari di terreni ubicati nelle province di Latina e Frosinone, 6 società, 21 conti correnti e rapporti bancari di varia natura.

Nel marzo 2018 il Tribunale di Latina, accogliendo la proposta del direttore della Dia, aveva già confiscato il suo patrimonio nelle province di Latina, Frosinone, Napoli e Isernia, e provveduto a sottoporlo anche alla misura della sorveglianza speciale per tre anni.

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