L'imprenditore anticamorra: "Dopo la denuncia problemi con parroco e sindaco"

Picascia in audizione in Commissione Antimafia racconta il suo dramma: "Lo Stato ci ha aiutati"

L'audizione in Commissione Antimafia

"Dopo la denuncia abbiamo avuto più problemi con il parroco e con il sindaco ma lo Stato ci è stato vicino". Lo ha detto Antonio Picascia, l'imprenditore anticamorra titolare della Cleprim, che è stato ascoltato in commissione Antimafia in Parlamento. 

"Lo Stato c'è stato e c'è - ha detto Picascia - Purtroppo nelle periferie i problemi sono tanti. Dovete considerare che la persona che facemmo arrestare ha 25 anni di storia di un territorio malato. Era un funzionario con cui tutti hanno avuto a che fare, sia a Sessa Aurunca sia a Baia Domizia, che è la nostra Riccione. Quando abbiamo denunciato i tentativi di estorsione, sono passate 6 settimane che la Dda li ha fatti arrestare. Questi vigliacchi pur di stare poco in galera hanno confessato e sono stati condannati. A noi non è stato richiesto di entrare in un percorso particolare, ma non lo abbiamo ritenuto necessario perché ci sono stati tutti vicino: polizia, carabinieri, Confindustria, le banche. Abbiamo avuto più problemi con il parroco, nel senso che faceva finta di niente, o con il sindaco che diceva che la camorra l'avevo portata io perchè l'avevo denunciata al Tg2".

Picascia ha sottolineato anche come "l'unico obiettivo era quello di distruggere la mia azienda. Noi non abbiamo preso la tangente, non abbiamo assunto le loro persone, non ci siamo serviti dei loro tecnici. Siamo un problema perchè siamo un esempio negativo per loro". 
 

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