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Cronaca Marcianise

La città prega per Giuliano, il piccolo ricoverato in Rianimazione

Il messaggio del sindaco Velardi: "Le sue condizioni sono peggiorate. I medici non sono fiduciosi"

Marcianise prega per il piccolo Giuliano, il bambino adottato dalla città e dall'amministrazione comunale e per questo diventato il figlio di Marcianise. Il bambino da 48 ore è ricoverato in Rianimazione al Santobono e le sue condizioni sono piuttosto precarie.

Secondo quanto riferito dal sindaco Antonello Velardi il quadro clinico non è migliorato, anzi le condizioni sono peggiorate. "I medici non sono fiduciosi", ha scritto Velardi. "Oggi pomeriggio è andato a trovarlo il nostro assessore Cinzia Laurenza che è stato con lui una mezz'oretta. Ha parlato con i medici, affettuosissimi, premurosi, impeccabili con il nostro angioletto. Vi trasferisco la frase che ha pronunciato una dottoressa di turno in rianimazione, in questa domenica che celebra la festa della mamma, quella mamma che Giuliano non è riuscito mai ad abbracciare. "Con Giuliano - ha detto - ormai la scienza ha perso. Non sta proprio bene ma all’improvviso migliora grazie all’amore o grazie alle preghiere. Non grazie al nostro lavoro. Noi ovviamente siamo qui, ma più di questo non riusciamo a fare e non riusciamo a dirvi”.

Oltre all'assessore sono stati oggi in rianimazione al Santobono alcuni marcianisani: li ringrazio molto, moltissimo, per questa straordinaria generosità. Hanno regalato la loro domenica pomeriggio a Giuliano; evito di fare i loro nomi ma voglio dire qui, e voglio sottolinearlo con forza, che sono cittadini esemplari e ci hanno dato una grande lezione di civismo e di solidarietà. Ringrazio ovviamente anche Cinzia che è mamma prima ancora che assessore alle politiche sociali".

Il sindaco a margine del suo post ha invitato i cittadini ad offrire "amore e preghiere, aiutateci tutti ad aiutare Giuliano: la sua sofferenza è un atto di somma ingiustizia, spero che un giorno qualcuno riuscirà a spiegarci il senso di questa inumana sofferenza. Ora non lasciamolo solo".

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