Cronaca

Il giudice boccia 2 periti ed assolve dentista: "Incapace di intendere e volere"

Finisce l'incubo giudiziario per Giovanni Della Valle: regge la consulenza della difesa. Era accusato di aver

Giovanni Della Valle

Non è capace di intendere e volere e per questo non è imputabile. Arriva una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste per il dentista casertano Giovanni Della Valle accusato di aver sequestrato la sorella nell'abitazione materna di via GM Bosco a Caserta. 

E' stato questo il verdetto pronunciato dal giudice Marinella Graziano del tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine di un lungo processo in cui le perizie psichiatriche hanno assunto un ruolo centrale. Il giudice ha accolto la tesi del dottor Vincenzo Letizia, consulente nominato dal difensore di Della Valle, l'avvocato Gennaro Iannotti, che ha sostenuto come il dentista fosse affetto da schizofrenia e quindi non capace di intendere e volere al momento del fatto. Una tesi che prima il consulente della Procura ed infine anche quello nominato dal giudice, il perito del caso Orlandi Stefano Ferracuti hanno provato a scalfire (senza riuscirci) dichiarando che Della Valle fosse affetto da un "disturbo delirante cronico". 

E' stato su questo leggero filo che la difesa dell'imputato ha smontato l'ipotesi accusatoria, ribadita dal pm che ha invocato la condanna ad oltre 5 anni di reclusione (4 anni e mezzo per il sequestro ed 8 mesi per violenza e resistenza a pubblico ufficiale). Per Della Valle, attualmente in comunità, è la fine di un incubo giudiziario. Nel processo la sorella, presunta vittima delle condotte, si è costituita con l'avvocato Olimpia Rubino.  

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