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L'automobile del giornalista Mario De Michele danneggiata

L'automobile del giornalista Mario De Michele danneggiata

Giornalista aggredito, auto presa a bastonate I FOTO

De Michele ha presentato denuncia. E' già stato vittima di altre minacce

Una nuova aggressione al giornalista Mario De Michele. Il collega di Cesa, lunedì pomeriggio, è stato affiancato da una moto, mentre percorreva via Oscar Luigi Scalfaro a Sant'Arpino in direzione Cesa.

I due uomini che erano a bordo della moto, lo hanno costretto a fermarsi e lo hanno fatto uscire dalla vettura. "E' colpa tua se hanno sciolto il Comune di Orta. Ora smettila di scrivere sul campo sportivo di Succivo". Questo avrebbe urlato uno dei due aggressori (entrambi indossavano il casco integrale che ha reso impossibile l'identificazione), mentre l'altro, con una mazza, colpiva ripetutamente la Pegeout 308 del giornalista casertano.

Poi si allontavano velocemente, facendo perdere le loro tracce. De Michele ha presentato denuncia ai carabinieri per l'aggressione subita. Che, purtroppo, non è la prima ai danni del collega. Solidarietà è stata espressa dal sindaco di Cesa Enzo Guida a nome dell'intera amministrazione comunale, così come dal collega di Sant'Arpino Giuseppe Dell'Aversana. "Siamo convinti che la magistratura farà piena luce su questo brutto episodio e la giustizia si attiverà per per tutelare la libertà di stampa.
Nessuna democrazia può esistere se non c’è libertà di parola e libertà di stampa. Il confronto, il dibattito, le posizioni diverse devono esprimersi e rimanere sempre nell’alveo della correttezza e civiltà senza violenza alcuna. L’aggressione subita dal giornalista De Michele è un atto di viltà da condannare con forza senza se e senza ma".

Il collega si è dichiarato scosso per l'accaduto. "Dopo quest’ennesimo grave episodio la mia prima reazione istintiva è stata quella di mollare tutto, soprattutto per non creare uno stato di enorme apprensione nei miei familiari - ha dichiarato De Michele - Ma dopo un primo momento di scoramento non ho avuto dubbi: come per gli episodi precedenti, tutte le istituzioni dello Stato e le forze dell’ordine si sono attivate nel giro di pochi minuti per avviare le attività investigative e per manifestarmi la loro vicinanza. Mi sento di ringraziare quei servitori dello Stato che mi hanno supportato e stanno supportando in questi momenti, tra cui il prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto, il procuratore capo di Napoli Nord, Francesco Greco, il procuratore capo di Napoli, Giovanni Melillo e il prefetto vicario Imma Fedele. Sicuramente dimentico qualche nome e mi scuso anticipatamente con gli altri rappresentanti dello Stato. Per quanto riguarda le forze dell’ordine mi sento in dovere di esprimere la mia gratitudine nei confronti del comandante dei carabinieri della provincia di Caserta, Giorgio Guerrini, di quello del gruppo di Aversa, Donato D’Amato, di quello della compagnia di Marcianise, Luca D’Alessandro, dei comandanti di stazione Antonio Di Resta e Ugo Sorice, rispettivamente di Orta di Atella e Cesa, e del commissario di polizia di Aversa, Vincenzo Gallozzi. Ringrazio di cuore tutti i colleghi che mi stanno subissando di messaggi e chiamate per esprimermi la loro solidarietà, a partire dal presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli. Non nascondo la mia forte preoccupazione, solo gli stupidi e gli ipocriti non ammettono di provare paura. Ma io andrò avanti con lo stesso impegno e il senso civico per svolgere il mio lavoro di cronista. Non mi sento solo perché la parte sana della società civile e lo Stato sono dalla mia parte”.

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