Cronaca San Marco Evangelista

Gennaro ucciso a 18 anni, il vescovo: "Perdonaci, siamo tutti colpevoli"

L'omelia di Lagnese ai funerali del giovane pugile di San Marco Evangelista: "Puntare dito solo sul colpevole sarebbe ipocrita. Giusto domandarci se abbiamo fatto la nostra parte"

"Siamo tutti colpevoli. Perdonaci Gennaro". Lo ha detto il vescovo Pietro Lagnese nel corso dell'omelia pronunciata durante i funerali di Gennaro Leone, il 18enne di San Marco Evangelista ucciso da una coltellata sabato sera in via Vico. 

È il giorno del dolore a San Marco Evangelista, dove la famiglia di Gennaro vive.  Un'intera comunità che si è stretta nel dolore, con il lungo corteo funebre partito da casa del giovane fino alla parrocchia dello Spirito Santo dove sono stati celebrati i funerali, officiati dal vescovo Lagnese e concelebrati da don Fernando Latino (parroco di San Marco), don Giuseppe Di Bernardo e don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano (città del 19enne che ha ucciso Gennaro) che ha portato la sua testimonianza.  

E dopo la lettura del Vangelo, commoventi sono state le parole del vescovo Lagnese. "Qui c'è una comunità che piange. Una comunità che è allibita, esterrefatta per ciò che è accaduto tra sabato e domenica - ha esordito il vescovo Lagnese - Le parole non servono. Il silenzio sarebbe la parola più eloquente. Gennaro era uscito sabato sera per una serata con gli amici ed ha incontrato sorella morte. La tentazione sarebbe di puntare il dito sul colpevole. La giustizia farà il suo corso e ci indicherà le responsabilità e ciò che è successo. Ma sarebbe ipocrita pensare che il colpevole sia una sola persona. Non possiamo lavarci le mani come Pilato. Sarebbe troppo facile, troppo ipocrita".

Per Lagnese "i colpevoli siamo tanti". Dinanzi a queste cose "è giusto domandarci se abbiamo fatto la nostra parte - prosegue - Ci riconosciamo tutti colpevoli e possiamo dire dinanzi a Dio e dinanzi a Gennaro: perdonaci! Siamo colpevoli di non mettere sogni nei cuori dei ragazzi, di non farli appassionare abbastanza alla vita".

E allora l'appello: "il sangue di Gennaro versato in via Vico, non deve cadere invano ma deve far nascere giovani che dicono no a violenza, al bullismo, all'indifferenza. Che dicono no all'idea di camminare con un coltello in tasca". Poi rivolgendosi agli amici: "Se avete voluto bene a Gennaro non permettete che il suo sangue sia versato invano".

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