Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Militari rubano quadri di Picasso nel casertano, il furto ‘sgamato’ dopo 77 anni

Trovato un documento storico che certifica il furto compiuto dai francesi nel 1944 a Sessa Aurunca. Ciotti: “L’abbiamo inviato ai carabinieri che tutelano il patrimonio culturale”

Il documento storico che certifica il furto compiuto dai francesi nel 1944 a Sessa Aurunca

Trova notizia di un furto di quadri di Picasso avvenuto nel 1944 e lo segnala ai carabinieri. Il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate, Emiliano Ciotti, durante la sue ricerche presso l’Archivio di Stato di Roma ha rinvenuto un documento nel quale è segnalato un furto di ben sette quadri di Picasso compiuto da militari francesi.

L’evento sarebbe accaduto il 22 maggio 1944 a Sessa Aurunca, durante il trasferimento presso altra sede di un reparto del corpo di spedizione francese in Italia. "Il personale della polizia militare d’oltralpe - si legge nella segnalazione dei carabinieri datata 8 giugno 1944 - avrebbe asportato “dallo stabile dove alloggiava” di proprietà della famiglia Giustiniani, “biancheria, terraglie, vetreria per valore ingente nonché 7 quadri originali di Picasso di inestimabile valore artistico”.

“Tra i tanti documenti rinvenuti in archivio – dichiara Emiliano Ciotti – che riportano moltissimi episodi di violenze e furti compiuti dalle truppe coloniali francesi, questo mi ha particolarmente colpito. Non ho trovato altri documenti di un eventuale recupero delle sette opere d’arte rubate dai francesi. Per questo ho informato il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che hanno preso nota della segnalazione. Anche se sono trascorsi tanti anni – conclude Ciotti - spero che si possa fare luce su questo episodio”.

Sono moltissimi i comuni italiani dove i militari magrebini francesi compirono le loro disonorevoli gesta. Infatti, le violenze contro i civili italiani iniziarono con lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943, proseguirono in Campania, nelle provincie laziali di Frosinone, Latina, Roma e Viterbo; in Toscana nel senese e nel grossetano e nell’isola d’Elba, per terminare alle porte di Firenze a fine luglio 1944. 

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