Cronaca Carinaro

Rubavano auto con la "tecnica del bullone": l'indagine partita da un colpo fallito

I carabinieri arrestano dopo due mesi anche il complice che riuscì a scappare dopo il tentativo di furto di una Citroen

(foto di repertorio)

È stato arrestato dopo 3 mesi dal primo colpo D. R. 35enne con precedenti per reati contro il patrimonio residente a Casoria per furto con destrezza di autovetture in concorso. Era il complice in fuga di D. M. V. 33enne incensurato di Arzano tratto in arresto per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri della stazione di Gricignano d'Aversa ad Afragola, dopo che i due ricorrendo alla "tecnica del bullone" riuscirono a sottrarre ad un professore universitario napoletano la propria Mercedes Classe B.

Il 33enne in concorso col complice D. R. attirararono l'attenzione del malcapitato automobilista lanciando contro la vettura un bullone mediante un appostamento in un punto sensibile del transito veicolare con il solo scopo di indurlo a fermarsi ed a scendere dall'auto. Infatti quando il disgraziato professore scese dal veicolo per sincerarsi del rumore, il complice si impossessò del veicolo con scatto repentino dandosi alla fuga. In quell'occasione però i due ladri d'automobili trovarono lungo il loro percorso i militari di Gricignano d'Aversa che erano sulle loro tracce per via di un precedente delitto. Dopo un lungo inseguimento per le vie di Afragola D. M. V. venne tratto in arresto e D. R. riuscì a scappare.

Dopo un'intesa attività investigativa i carabinieri sono risaliti a D. R. traendolo in arresto su disposizione del gip del Tribunale di Napoli Nord. L'attività di indagine nacque a seguito di una denuncia sporta da una donna presso la stazione carabinieri di Gricignano d'Aversa per il tentato furto della propria Citroen C3 avvenuto il 23 settembre scorso a Carinaro. La donna era stata vittima del rituale del bullone ma in quell'occasione l'antifurto del veicolo bloccò la vettura costringendo i due ladri ad abbandonarlo pochi metri più avanti. Quello fu l'imput che portó i militari al primo arresto il 24 settembre ed infine al secondo riuscendo così a chiudere il cerchio delittuoso. Entrambe le vetture sottratte sono state restituite ai legittimi proprietari.

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