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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Aversa

Furbetti del cartellino, dipendente va in ufficio alle 12 con il trucco del ‘servizio esterno’

La finanza ha monitorato gli spostamenti di Ruscigno scoprendo il sistema per alterare l'orario in ingresso

Emerge un cauto ottimismo dagli uffici comunali. Il day after i provvedimenti disposti dalla Procura di Napoli Nord c’è chi si dice ancora incredulo e chi è fiducioso che la vicenda possa chiarirsi in tempi brevi.

Molti dipendenti comunali hanno spiegato, lontano dai taccuini, che la pratica delle timbrature fatte anche per conto di altri colleghi era in uso nei giorni di martedì e giovedì quando è previsto il rientro pomeridiano. Marcare l’uscita alle 14 e timbrare il rientro dopo mezz’ora, infatti, significa avere diritto al buono pasto. Per questo spesso capita che qualcuno degli impiegati, per non far scendere giù i colleghi, prenderebbe i badge per effettuare la timbratura in uscita e in entrata, ma i dipendenti interessati rimarrebbero in ufficio per consumare un fugace pasto, per cui si dichiarano fiduciosi che tutto venga chiarito al più presto. In particolare due dipendenti colpiti dal divieto di dimora ad Aversa avrebbero più volte effettuato la timbratura a favore di una collega affetta da una grave malattia per evitare che la stessa fosse costretta a muoversi nonostante le sue condizioni di salute.

Diversa, invece, la posizione dell’unico dipendente agli arresti domiciliari. Paolo Ruscigno, tra l’altro attualmente in pensione, secondo le indagini della Guardia di Finanza avrebbe “quotidianamente effettuato l'ingresso presso la sede del Comune di Aversa anziché all'orario previsto da regolamento (8,00), tra le 9,30 e le 12, attestando la sua regolare presenza sul posto di lavoro inserendo il badge personale nella macchina marcatempo allocata negli uffici comunali ed impostando fraudolentemente il codice di "permesso causalizzato". Così avrebbe indotto in errore l'amministrazione di appartenenza sul quantum di ore di lavoro effettivamente svolte, avendone col siffatto stratagemma fatte apparire un numero maggiore, cosi da introitare le somme ingiustamente corrispostegli in più, con conseguente danno per il Comune di Aversa”.

In pratica Ruscigno avrebbe giustificato l’ingresso in ritardo a lavoro con “un'entrata causalizzata” “dopo un presunto accesso alle 8 in realtà mai avvenuto come dimostra l'assenza di qualsivoglia timbratura del badge in ingresso iniziale ed in uscita per servizio esterno”.

Secondo la Procura, “proprio questo era il modo in cui il dipendente Ruscigno riusciva a camuffare il suo atteggiamento truffaldino in quanto grazie all'inserimento del ‘codice 2’ sul marcatempo il sistema di gestione delle presenze calcolava automaticamente un presunto ingresso alle 8”.

A supporto della tesi della Procura è stata svolta, dalla Guardia di Finanza, un’attività di osservazione e pedinamento dalla quale è emersa che “questi era solito uscire dalla propria abitazione dopo le 9:30 per raggiungere la sede di lavoro proprio all'orario in cui smarcava il badge di rientro in servizio con il codice permesso casualizzato raggirando così le disposizioni sull'orario di lavoro e inducendo un'amministrazione in errore circa il servizio effettivamente svolto. In altri casi, lo stesso soggetto non smarcava nemmeno l'ingresso casualizzato limitandosi effettuare solo una timbratura in uscita a fine turno”.

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