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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Aversa

Furbetti del cartellino, sospesi i dipendenti comunali coinvolti nell'inchiesta

Sospensione dal servizio senza stipendio. Convocati per il contraddittorio dall’Ufficio Provvedimenti Disciplinari

Sospensione cautelare dal servizio senza stipendio, fatto salvo il diritto all’assegno alimentare pari al 50% dello stipendio. Questo quanto disposto dalla commissione Ufficio Provvedimenti Disciplinari del Comune di Aversa che ha previsto anche l'attivazione del procedimento disciplinare a carico dei dipendenti comunali coinvolti nell’inchiesta sui ‘furbetti del cartellino’.

Entro un mese sarà chiuso il procedimento disciplinare e per questo i dipendenti coinvolti sono stati convocati per il contraddittorio a partire da lunedì 5 febbraio. Saranno ascoltati dall’Ufficio Provvedimenti Disciplinari composto dal segretario generale Giovanni Schiano di Colella Lavina, dalla dirigente dell’area Servizi Finanziari Gemma Accardo e dalla funzionaria amministrativa Rosa Mosca.

Intanto nella giornata di lunedì saranno completati gli interrogatori (cominciati nella giornata di venerdì) nei confronti dei 13 dipendenti accusati di truffa per assenteismo e colpiti da misura (uno ai domiciliari ed altri 12 con il divieto di domora ad Aversa). È stato già ascoltato Paolo Ruscigno, l’unico degli indagati sottoposto ai domiciliari, al quale sono state contestate in un anno (ovvero da gennaio a dicembre 2022) assenze giustificate con un servizio esterno che non avrebbe svolto. Per questo gli sono stati sequestrati, in via cautelare, poco più di novemila euro.

Ruscigno, difeso dall’avvocato Maurizio Abbate, è in pensione dal 1° giugno dello scorso anno ed anche per questo è stata chiesta la revoca della misura cautelare. In pensione anche un altro dei dipendenti coinvolti per il quale è stato disposto il divieto di dimora nel capoluogo normanno.

Gli indagati al momento ascoltati hanno spiegato che la pratica delle timbrature fatte anche per conto di altri colleghi era in uso nei giorni di martedì e giovedì quando è previsto il rientro pomeridiano. Marcare l’uscita alle 14 e timbrare il rientro dopo mezz’ora, infatti, significa avere diritto al buono pasto. Per questo spesso è capitato che qualcuno degli impiegati, per non far scendere giù i colleghi, avrebbe utilizzato i badge per effettuare la timbratura in uscita e in entrata, ma i dipendenti interessati rimarrebbero in ufficio per consumare un fugace pasto. Questa prassi coinvolge in particolare due dipendenti che avrebbero più volte effettuato la timbratura a favore di una collega affetta da una grave malattia per evitare che la stessa fosse costretta a muoversi nonostante le sue condizioni di salute.

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