L'addio a Valerio Taglione, il vescovo: "Ricchezza il bene che ha seminato tra noi"

La cerimonia "intima" per le prescrizioni Covid al cimitero di Aversa

I funerali di Valerio Taglione ad Aversa

Una cerimonia "intima" per salutare Valerio Taglione, il presidente del comitato Don Peppe Diana, scomparso nella giornata di ieri. E' quella che è stata celebrata, come previsto dai protocolli Covid, al cimitero di Aversa. 

Intima, certo, ma comunque commovente nel ricordo di un uomo da sempre impegnato nel sociale tra battaglie per la legalità ed il riconoscimento dei diritti dei più deboli fino alla lotta per la gestione dei beni confiscati. Un impegno che è stato ricordato dal vescovo Angelo Spinillo nel corso della sua omelia.

"Di Valerio possiamo ricordare tutto l’impegno sociale e civile di questi anni e riconoscere la ricchezza del bene che ha seminato in mezzo a noi - ha detto il vescovo - L’impegno teso a far maturare la consapevolezza in ognuno di noi ad essere cittadino attivo, ad essere partecipe della vita sociale, a liberarsi da quel male che è l’egoismo, che si organizza in forme terribili di potere e di malavita, di prepotenza. A Valerio riconosciamo soprattutto, con gratitudine, la speranza di poter guardare avanti. La speranza di essere coloro che proiettano lo sguardo verso il futuro. Non accontentarsi solo di lottare il male che abbiamo di fronte, ma pensare di essere protagonisti, cittadini attivi  di un percorso che costruisce un bene nuovo, un bene più grande".

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Spinillo ha celebrato "oltre la denuncia del male ... quell’atteggiamento propositivo di modi di vita nuovi, propositivo verso le possibilità che la nostra terra porta dentro si sé. Mi risuona nella mente il brano del profeta Isaia: che mentre invita ad avere fiducia dell’uomo giusto, l’uomo giusto che lotta contro la corruzione, l‘uomo giusto che scuote le mani per non accettare regali, l’uomo giusto che rimane fedele alla verità, poi conclude dicendo: costui vedrà Gerusalemme e la vedrà come una città salda, una città in cui si può vivere con serenità. E credo che il cristiano debba essere sempre così: che lotta contro il male, contro tutto ciò che è peccato ed egoismo, ma è proiettato con lo sguardo verso la città nuova. Questa visione ha accompagnato il cammino di Valerio nel corso della sua vita e ora diventa anche la nostra visione. Questo sarà il segno della sua presenza in mezzo a noi".

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