Mamma muore dopo il parto: la cognata ricostruisce quei drammatici giorni

Francesca aveva 29 anni. In aula a testimoniare anche il marito

Francesca Oliva

Ha dovuto ricostruire i drammatici giorni vissuti dalla cognata, dai primi giorni di malessere fino a quel fatidico 24 maggio 2014 quando Francesca Oliva, 29enne di Gricignano d’Aversa, morì dopo aver dato alla luce due bambine ed aver pianto per la morte del terzo figlio.

E’ stata un’udienza molto difficile per Immacolata Tessitore, la cognata della vittima, che davanti al giudice monocratico Roberta Carotenuto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dovuto ripercorrere l’odissea di due settimane vissuta stando accanto a Francesca. L’insegnante ha ricostruito tuta la fase della sofferenza fetale di Francesca, trattata dai medici dell’ospedale di Giugliano prima e della clinica Pineta Grande di Castel Volturno come una minaccia fetale.

Ma in realtà quei dolori e quella febbre ad intermittenza nascondeva altro: una infenzione all’utero che, secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e sostenuto dalla famiglia (che si è costituita parte civile con gli avvocati Raffaele Costanzo e Francesco Lettieri), non avrebbe portato alla morte se individuata in tempo.

La testimone ha raccontato anche dei continui contatti col ginecologo privato, anche dopo il primo ricovero all’ospedale di Giugliano, e la successiva decisione di recarsi alla struttura di Pineta Grande a Castel Volturno. Dove intervengono, dopo diverse ore dal ricovero, viene deciso di effettuare un cesareo d’urgenza dopo essersi accorti che uno dei bambini che portava in grembo era morto.

Ma qui, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe stato commesso un altro errore: non trattare la paziente con un antibiotico mirato, ma ricoverarla in reparto, pensando che la sofferenza fosse stata creata dal bambino morto. Invece così non era e Francesca, nella notte, dopo aver dato alla luce due bambini vivi, spirò. In aula è stato ascoltato anche il marito della donna, Alessandro Puca ed i carabinieri di Castel Volturno e Giugliano che hanno curato le indagini dopo la denuncia della famiglia.

Il processo che vede imputati 14 medici delle due strutture sanitarie (Stefano Addeo, Renato Brembo, Gerardo Buonanno, Vincenzo Cacciapuoti, Gerardo Cardone, Giuseppe Ciccarelli, Giovanni De Carlo, Antonio Della Gala, Giuseppe Delle Donne, Pasquale Favale, Pietro Granata, Giuliano Grasso, Crescenzo Pezone ed Antonio Russo) è stato poi aggiornato per ascoltare il medico che ha effettuato il parto cesareo ed altri parenti della vittima. Inoltre sarà ascoltato in aula in una delle prossime udienze anche il professore che ha firmato la perizia richiesta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sulla base della quale è stato chiesto (ed ottenuto) il rinvio a giudizio.  Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Giovanni Abbate.

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