Cronaca

Incassano assegni rubati col 'trucco dell'imbianchino' ma l'ultimo colpo gli è stato fatale

Ai poliziotti hanno detto di non conoscersi, ma erano padre e figlio

Si presentavano negli istituti bancari di Poggibonsi, con documenti di dubbia autenticità, per aprire conti correnti e versare fin da subito cifre simboliche di poche decine di euro per avere un bancomat attraverso il quale avrebbero poi perpretrato la truffa. Ma qualcosa nei documenti non tornava, soprattutto la residenza fittizia a Siena, in via del Sole e via Aldo Moro, poi risultata inesistente.

Uno dei tre si era volutamente “travestito” da imbianchino, presentandosi così alla banca nelle credibili sembianze di un lavoratore proveniente dal Sud, circostanza avvalorata dal dialetto casertano, fornendo l’immagine di “persona per bene”, per procedere all'apertura di un conto. Ma qualcosa non tornava e così il direttore della filiale ha allertato le foze dell'ordine.

Giovedì mattina, dopo avere 'contattato' i vari direttori delle filiali del territorio,i poliziotti del Commissariato di Poggibonsi hanno ricevuto l’ennesima segnalazione sulla presenza in una banca di Poggibonsi di due soggetti, entrati a turno e a poca distanza temporale l’uno dall’altro, per compiere operazioni bancarie sospette. Gli agenti hanno subito fermato un sospetto che stava attendendo, in una Audi col motore acceso e a pochi metri dalla banca, mentre gli altri due complici che stavano uscendo dall’istituto, avvedutisi dell’arrivo della polizia sono scappati.

I poliziotti li hanno rincorsi e fermati dopo circa 100 metri. I tre hanno provato ad ingannare la polizia dicendo di non conoscersi, ma gli agenti, che avevano già capito che facevano parte della stessa banda, li hanno sottoposti tutti ad immediata perquisizione. Il 27enne, in attesa nell’auto col motore acceso, è risultato poi essere il figlio del sedicente imbianchino, 47enne. Tutti e tre sono pregiudicati per reati specifici di ogni genere, il terzo anche per rapina commessa con armi da fuoco. Tutti e tre i fermati sono della provincia di Caserta.

Indosso ai tre sono state rinvenute, oltre ai documenti veri di identità, 4 tessere sanitarie, 4 carte di identità false, uno dei tre aveva tra l’altro 2 false identità con la sua vera effige, nonché 4 assegni provenienti da agenzie di assicurazioni del nord Italia, per un importo complessivo di circa 15.000 euro, che sono stati sequestrati. Dagli accertamenti  è emerso che tutto nasceva dal furto preordinato, avvenuto nei centri di smistamento postali, di carnet di assegni emessi da compagnie assicurative, intestati ed indirizzati a persone esistenti per il rimborso di sinistri stradali in cui erano state coinvolte. Il loro modus operandi era semplice ed ingegnoso. 

Una volta entrati in possesso degli assegni, fabbricavano documenti falsi a nome dell’intestatario, aprivano poi un conto corrente, sempre a nome dell’intestatario del titolo nell’istituto bancario prescelto, presentando documenti falsi e versando poi una piccola somma di denaro, facendosi quindi rilasciare un bancomat. Poi, nei giorni successivi, tornavano a depositare l’assegno, sostituendosi di fatto al destinatario dello stesso titolo, per poi prelevarne l’importo su sportelli Atm.  

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