Finanziere morto, test del Dna per i colleghi indagati per l'omicidio

Incarico del giudice: il 39enne ucciso da un colpo alla nuca

Colpo di scena nell’inchiesta per la morte di Fabrizio Ferrara, il finanziere 39enne di Benevento trovato morto, con due colpi di pistola, a pochi passi dalla caserma di Aversa. A sei anni dal delitto, questa materia il giudice Grammatica ha disposto l’incarico ad un perito per eseguire il test del Dna su tre finanzieri che sono indagati per l’omicidio.

Questo test potrebbe essere decisivo per fugare ogni dubbio relativamente alla morte del finanziere. Quando fu ritrovato il corpo, infatti, si pensò in un primo momento ad un suicidio. Poi, successivamente, le indagini presero un’altra piega e furono collegate a quelle relative alla sparizione di una partita di cocaina sequestrata che si è conclusa con un processo che ha assolto i finanzieri indagati. Il colpo alla nuca che ha ucciso Fabrizio Ferrara fu sparato dalla pistola di ordinanza del militare, una calibro 9.

Accanto al cadavere furono trovati sia la pistola del finanziere che un bossolo. Il corpo del finanziere fu trovato dai colleghi vicino alla sua motocicletta. Fabrizio Ferrara era separato e aveva due figli, di 8 e 12 anni. Il militare prestava servizio nella caserma di via Nobel ad Aversa dove spesso alloggiava quando lavorava. Era entrato a far parte della Guardia di Finanza nel 1994.

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