A Caserta scorre ‘sangue rosa’: è la provincia con più donne uccise in Italia

Il rapporto Eures sui femminicidi nel 2018: Terra di Lavoro in vetta insieme a Roma

Caserta in vetta nella triste classifica dei femminicidi

Caserta è la provincia italiana con più femminicidi. E' quanto emerge dal dossier di Eures su "Femminicidio e violenza di genere". Sono ben 9 i delitti che hanno avuto come vittime donne nel corso del 2018, gli stessi di Roma. Segue la provincia di Monza Brianza (7 vittime nel 2018 contro le 2 del 2017), mentre 4 vittime si contano a Milano (erano 10 nel 2016 e 7 nel 2017).

I DATI

Nel 2018, le donne uccise in Italia sono state 142, una in più dell'anno precedente: in termini relativi l'anno scorso le vittime femminili hanno raggiunto il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell'anno precedente. Gelosia e "possesso" ancora il movente principale (32,8% dei casi). Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge, partner o ex partner. Nel 28% dei casi “noti” sono stati inoltre riscontrati precedenti maltrattamenti a danno delle vittime (violenze fisiche, stalking, minacce), spesso noti a terze persone, confermando come il femminicidio rappresenti l’ultimo anello di un'escalation di vessazioni e violenze che la presenza di un'efficace rete di supporto (amicale, sociale, istituzionale), potrebbe invece riuscire ad arginare. Il Nord conferma anche nel 2018 la più alta presenza di donne uccise (66, pari al 45% del totale italiano, di cui 56 in famiglia), mentre il 35,2% dei femminicidi si registra al Sud (50 casi, di cui 42 in famiglia) e il 18,3% nelle regioni del Centro (26 casi, di cui 21 in famiglia). A livello regionale, è la Lombardia a registrare anche nel 2018 il più alto numero di donne uccise (20), seguita dalla Campania (19 vittime), dal Piemonte e dal Lazio (rispettivamente con 13 e 12 casi). 

DENUNCE PER VIOLENZA SESSUALE

Secondo il rapporto Eures - Istituto Ricerche Economiche e Sociali - sono in aumento anche le denunce per violenza sessuale (+5,4%), stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7% nel 2018). Ad aumentare nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare-affettivo (+6,3%, da 112 a 119) - dove si consuma l’85,1% degli eventi con vittime femminili -, ma anche le vittime femminili della criminalità comune (17 nel 2018 rispetto alle 15 del 2017), mentre diminuiscono gli omicidi maturati negli ambiti “di prossimità” (da tredici nel 2017 a sei nel 2018 le donne uccise da conoscenti, in ambito lavorativo o di vicinato nel 2018).

I 9 FEMMINICIDI: LA LUNGA SCIA DI SANGUE NEL CASERTANO 

Il 22 gennaio, un episodio clamoroso scuote Bellona. Davide Mango uccide al culmine di una lite familiare la moglie Anna Carusone, poi dal balcone di casa imbraccia un fucile e spara. Ferisce 5 persone prima di barricarsi in casa per ore. In serata l’irruzione delle ‘teste di cuoio’, che trovano però il suo corpo già privo di vita.

Il 22 giugno c’è la seconda strage familiare dell’anno. Franco Fioretti, 72 anni, la moglie Angelina, 63 anni, e il figlio Felice, 44 anni, vengono trovati morti a Teano. Come emerso dalle indagini dei carabinieri, il capofamiglia ha ucciso moglie e figlio con un fucile, per poi rivolgere l’arma contro sé stesso.

Il 23 luglio San Marcellino viene sconvolta da un drammatico omicidio-suicidio. Antonio Topa e Immacolata Stabile, marito e moglie rispettivamente di 51 e 48 anni, vengono trovati morti dai figli. L’uomo, già denunciato in passato per maltrattamenti, al culmine dell’ennesima lite strangolò la compagna per poi farla finita.

Il 15 novembre l’episodio di sangue più cruento dell’anno. Il finanziere Marcello De Prata compie una strage nella cartoleria di proprietà della moglie a Vairano Patenora. Armato di pistola spara contro Antonella e Rosanna Laurenza, moglie e cognata, poi verso i suoceri Assunta e Mario, infine rivolge contro di sé l’arma. Moglie, cognata e lo stesso finanziere muoiono praticamente sul colpo, i suoceri dopo una battaglia lunga circa un mese in ospedale. La strage, come ricostruito dai carabinieri, era nata da problemi in famiglia: Antonella Laurenza era infatti intenzionata a chiedere il divorzio.

Il 14 dicembre Marco Mattiello, 40 anni, uccide a botte la madre Filomena Sorvillo nella loro abitazione di Orta di Atella. Confesserà poi allo zio e ai carabinieri, che lo fermano poco dopo l’omicidio, di aver “fatto una cazzata”. La vittima, al culmine di un violento litigio, era stata sbattuta più volte a terra.

Il 20 dicembre a Mondragone i carabinieri trovano in un appartamento il corpo senza vita di Anastasia P., di 73 anni. Il cadavere viene rinvenuto con una evidente ferita alla testa, provocata da un corpo contundente.

All’alba del 28 dicembre a Falciano del Massico viene rinvenuto il cadavere della 61enne Concetta Salomone, poco distante dalla zona dei mercatini di Natale. Una vicenda dai contorni oscuri: testimoni raccontano di una lite col marito poche ore prima del ritrovamento, ma gli inquirenti indagano in ogni direzione.

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