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Cronaca Casal di Principe

Favorirono la latitanza del ras dei Casalesi, in 4 evitano la condanna

La condanna è stata sospesa, sostituita da un periodo di messa alla prova della durata di 10 mesi

Si è concluso il processo per quattro individui accusati di aver assistito Francesco Cirillo, noto come Cosciafina, esponente del clan dei Casalesi, a sfuggire all'arresto. Nonostante l'accusa, la condanna per questi quattro è stata sospesa, sostituita da un periodo di messa alla prova della durata di 10 mesi.

La decisione di sospendere la condanna è stata presa dal giudice Gianluca Visco del Tribunale di Napoli, che ha accolto la tesi degli avvocati. Secondo la Dda, i quattro imputati avrebbero favorito la latitanza di Francesco Cirillo, il quale doveva essere arrestato in seguito a una sentenza della Cassazione che aveva confermato una condanna a 30 anni di carcere per il suo coinvolgimento nell'organizzazione dell'omicidio di Mimmo Noviello, avvenuto nel maggio 2008 a Castelvolturno.

Mimmo Noviello, titolare di un'autoscuola, aveva denunciato Cirillo per estorsione nel 2000 insieme al figlio Massimiliano, attualmente sotto scorta. La sua morte, avvenuta come reazione alla denuncia contro il clan, fu orchestrata dall'ala stragista guidata da Giuseppe Setola.

Francesco Cirillo è stato arrestato nel gennaio 2021 ad Acerra dai carabinieri di Caserta, guidati dal colonnello Salvatore Sferlazza, dopo alcuni giorni di fuga. La decisione di sospendere la condanna dei quattro coinvolti nel presunto aiuto a Cosciafina ha sollevato interrogativi sulla giustizia e sulla complessità dei rapporti con il mondo criminale, alimentando il dibattito sulla necessità di rafforzare gli strumenti giuridici per contrastare le attività delle organizzazioni malavitose.

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