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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Cronaca

La specializzazione 'pezzotta' per partecipare al concorso, avviata un'indagine anche all'università

Nel mirino dei Nas i contratti degli specialisti assunti dall'Asl dal 2018. Sotto chiave gli stipendi percepiti in 4 anni

L’indagine dei Carabinieri del Nas di Caserta che ha portato all’esecuzione ad un decreto di sequestro conservativo “ante causam” per un importo di 171.911.33 euro, emesso dalla Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale Regionale per la Campania, nei confronti di M.E., 57enne di Caserta farmacista non specializzata in servizio presso l’Asl di Caserta, si allarga.

Nel mirino dei militari coordinati dal luogotenente Pietro Chirico sono finiti i contratti degli specialisti di altre figure professionali in seno all’Asl casertana. Il provvedimento che ha coinvolto la farmacista è scaturito da un’attività d’indagine d’iniziativa, ‘voci di corridoio’ finite all’orecchio dei carabinieri del nucleo anti sofisticazione, sulla scarsa genuinità di contratti stipulati con l’azienda sanitaria a partire dal 2018. Nello specifico nel 2018 M.E. ha partecipato al bando indetto dall’azienda sanitaria casertana per ricoprire il ruolo di farmacista con specializzazione in farmacia ospedaliera aperto a tre farmacisti.

La 57enne professionista ha quindi partecipato a questo bando riproducendo la falsa attestazione della specializzazione. Difatti ha riprodotto un diploma di specializzazione in farmacia ospedaliera rilasciato dall’Università Federico II di Napoli. All’esito degli accertamenti dei carabinieri è emerso che si trattava di un falso. Il diploma di specializzazione riportava la matricola di uno studente regolarmente specializzato che non conosceva. Matricola utilizzata da M.E. per contraffare il proprio certificato esibito come autentico presso l’Asl. L’università partenopea a seguito dell’indagine dei Nas ha avviato una indagine interna per venire a capo della vicenda.

Grazie al diploma di specializzazione tarocco M.E. viene assunta nel 2018 dall’Asl con un contratto annuale. Tale contratto è stato poi rinnovato annualmente fino al 2022. Nel novembre 2022 c’è stato il primo accesso dei carabinieri e l’azienda sanitaria locale ha deciso di risolvere il contratto con la sua dipendente alla scoperta del raggiro da parte degli inquirenti che ora hanno sequestrato gli stipendi lordi percepiti.

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