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L'inchiesta sui falsi permessi di soggiorno

L'inchiesta sui falsi permessi di soggiorno

Bustarelle per il permesso di soggiorno: poliziotto ed avvocato a processo

False buste paga per attestare le posizioni lavorative degli stranieri

Bustarelle in cambio del permesso di soggiorno. Volge alle battute finali il processo che vede alla sbarra un avvocato ed un poliziotto dell'ufficio immigrazione della Questura di Caserta. 

Stamattina, dinanzi al collegio presieduto dal giudice Francesco Rugarli (Riccio e Pacelli a latere) del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sono stati escussi alcuni testimoni della difesa con il processo che è stato poi rinviato all'inizio di aprile per chiudere la lista dei testimoni degli imputati prima della requisitoria del pm.

Secondo l'accusa il poliziotto e l'avvocato avrebbero favorito il rilascio di permessi di soggiorno a persone non aventi diritto. Tutto in cambio di bustarelle. Dalle indagini, che nel 2013 portarno all'arresto dei due, era emerso come il legale si rivolgesse al poliziotto per agevolare, anche attraverso la produzione di documenti falsi (come buste paga) che attestassero l'attività lavorativa svolta dagli stranieri, oltre che con distruzione o l'occultamento, da parte del poliziotto, di richieste di accertamenti volte a verificare la veridicità dei requisiti indicati nelle documentazioni allegate alle domande di permesso di soggiorno o del rinnovo degli stessi. 

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