Cronaca

Falsi incidenti, i due avvocati si difendono davanti al giudice

Ramaglia e Cortese respingono le accuse. Scena muta per Palmiero

Hanno respinto le accuse ribattendo punto per punto, fascicolo per fascicolo, alle contestazioni della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I due avvocati Gianluigi Ramaglia ed Adriano Cortese, coinvolti nell'inchiesta sui falsi incidenti, si sono difesi nel corso dell'interrogatorio di garanzia celebrato dinanzi al gip Ivana Salvatore, che ha applicato nei loro confronti la misura degli arresti domiciliari, ed al quale hanno preso parte anche i due pm titolari delle indagini Urbano ed Occhionero. 

Ramaglia, assistito dagli avvocati Antonello Fabrocile e Nello Sgambato, ha risposto a tutte le domande poste dal magistrato cercando di chiarire la propria posizione e cercando di documentare la propria innocenza partendo proprio dai fascicoli sui presunti falsi sinistri finiti nel mirino degli inquirenti. Dello stesso tenore l'interrogatorio di Adriano Cortese, difeso dagli avvocati Alberto Martucci e Romolo Vignola, che ha sottolineato il fatto di aver semplicemente svolto il proprio ruolo di legale non essendo a conoscenza dei dettagli sui sinistri indagati dei quali curava solo l'aspetto giudiziario e documentale. Insomma, non sapeva se quegli incidenti fossero veri o fossero falsi.

Interrogatorio di garanzia, infine, anche per Rosa Palmiero, residente a Bellona, una delle principali indagate nell'inchiesta della Procura. Le sue 'confessioni involontarie' al telefono hanno confermato quanto emerso da altre intercettazioni sul business delle truffe alle assicurazioni. La donna, assistita dall'avvocato Giuseppe Foglia, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. 

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