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Falsi documenti d'ospitalità per ottenere il permesso di soggiorno

Questura e polizia municipale hanno 'scoperto' il cittadino indiano che aveva presentato anche ricorso al Tar

Un cittadino indiano residente a Frignano, M. S. ha presentato un ricorso al Tar contro la Questura di Caserta per l’annullamento del decreto con cui il Questore di Caserta ha respinto l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il cittadino indiano ha impugnato “il diniego della questura basato sulla irreperibilità", e più in particolare sull’assunto di una “residenza fittizia per il sol fatto che presumibilmente nel mese di ottobre 2014 (mese in cui è stata redatta la notizia di reato, pertanto dopo 6 mesi dalla richiesta di soggiorno) lo straniero è diventato irreperibile presso il domicilio dichiarato illo tempore”.

Il cittadino indiano al momento della richiesta, sottolinea di risiedere in effetti nel Comune di Frignano alla via Gramsci 20, ma “già nel dicembre del 2014 lo straniero, avanzata richiesta di iscrizione anagrafica e a seguito dei dovuti accertamenti comunali, risiedeva regolarmente nel comune di Villa Literno”. Più in particolare la residenza originariamente dichiarata non sarebbe affatto fittizia, essendo mutato il domicilio nelle more della lunga istruttoria che avrebbe portato poi al diniego del titolo. Egli avrebbe avuto pertanto tutti i requisiti per ottenere il titolo di soggiorno denegato. Sarebbe comunque mancato un vaglio specifico sulla pericolosità sociale dell’individuo. 

Secondo il giudice però “il ricorso è infondato”. Perché “dalle documentate indagini della Questura di Caserta e della Polizia Municipale del Comune di Frignano è infatti emersa non solo la falsa dichiarazione di ospitalità, ma anche una vera e propria contraffazione materiale dei documenti sulla base dei quali tale dichiarazione si basava. In particolare il Comando di Polizia Municipale di Frignano ha comunicato alla Questura gli esiti negativi di numerosi sopralluoghi preordinati alla verifica di presenza dello straniero presso il domicilio dichiarato. Gli accertamenti esperiti in loco hanno consentito poi di appurare la falsità della dichiarazione presentata, sia nel timbro del Comando di Polizia Municipale, sia nella firma della signora ospitante che, sentita a sommarie informazioni ha dichiarato di non conoscere il ricorrente”. 
 

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