False cambiali, nuove accuse per un imprenditore

Il fratello della vittima della truffa conferma i 25 titoli mai firmati dalla loro azienda

Il processo si sta celebrando a Santa Maria Capua Vetere

Il fratello della vittima conferma la versione del parente e le accuse dinanzi al giudice. Questo è quanto accaduto nel corso del processo a carico di Gennaro B., 58enne di Afragola, accusato di truffa per aver compilato, falsamente, cambiali a nome di una ditta di Marcianise in favore della sua.

La vicenda, finita all'attenzione del giudice Riccio del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, comincia quando la vittima, costituitasi parte civile con l'avvocato Gerardo Marrocco, si era aggiudicato un appalto, nel 2015, per la fornitura, il montaggio e l'installazione di alcuni arredi fissi presso il tribunale di Castrovillari, in provincia di Cosenza. In virtù dei lavori da effettuare l'imprenditore si rivolse ad un collega, oggi imputato, per "alleggerire la produzione interna" e subappaltando la fornitura di infissi. Subappalto che non era previsto dal bando di gara e che venne revocato subito dopo. Nonostante ciò l'imprenditore volle tenere fede all'impegno preso con l'idea di destinare gli arredi ordinati per future commesse.

Della commissione richiesta, però, solo una parte andò in porto e quindi il pagamento fu più basso. Dopo una circa una settimana la vittima del raggiro venne contattata dalla banca Unicredit di Caserta che lo informava di alcune cambiali (complessivamente ne risulteranno 25) emesse dalla sua società in favore di quella dell'imputato, come corrispettivo per i lavori, di fatto mai svolti. Cambiali che non erano mai state emesse dalla vittima che ha appurato come le firme apposte fossero false e di qui l'accusa di truffa per l'imprenditore napoletano, difeso dall'avvocato Serpe.

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