Accusate di bancarotta dopo il fallimento della società di abbigliamento: mini condanna solo per la figlia

Assolta la mamma. Erano accusate di aver distratto oltre 400mila euro ed una Porsche

Si è chiuso con una condanna a 4 mesi (pena sospesa) ed un’assoluzione il processo per bancarotta fraudolenta a carico di due donne di 40 e 60 anni, madre e figlia di Maddaloni, finite sotto processo nell’ambito di un’inchiesta sul fallimento di una società di abbigliamento. La sentenza è stata emessa oggi dal giudice del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Ivana Salvatore al termine del processo con rito abbreviato. La 40enne era accusata di aver fatto sparire dai conti della società oltre 400mila euro e, insieme alla mamma, di aver “sottratto” alla massa fallimentare due furgoni, una Opel ed una Porsche. Durante la discussione, i due avvocati delle donne, Gennaro Iannotti e Dario Pepe, hanno sostenuto che le donne erano, in parte, inconsapevoli di alcune transazioni visto che c’era la procura in forza ad un terzo soggetto; e che, oltretutto, la documentazione contabile non era stata distrutta o nascosta, ma solo tenuti in maniera caotica e, comunque, reperibili. Al termine della discussione, la Procura aveva chiesto una condanna per entrare le imputate a 2 anni ed 8 mesi di reclusione, ma il gup ha inteso condannare solo la figlia per il reato derubricato in bancarotta semplice a 4 mesi di reclusione (pena sospesa), mentre la mamma è stata assolta.

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