Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Recale

Il Riesame dissequestra 165mila euro al titolare di una concessionaria d'auto

I giudici revocano la misura cautelare reale ad Umberto Zampella, coinvolto in un'inchiesta della guardia di finanza per evasione fiscale

Dissequestrato il patrimonio finanziario del valore di circa 165.000 euro di Umberto Zampella, legale rappresentante della concessionaria Punto Cars di Recale, coinvolto in un'inchiesta della guardia di finanza di Caserta per evasione fiscale con riguardo agli scambi intracomunitari. È quanto disposto dai giudici della seconda sezione penale del tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere che hanno accolto le istanze dei difensori di Zampella, gli avvocati Mario Mangazzo e Stefano Vaiano, disponendo il provvedimento di revoca della misura cautelare reale.

La misura cautelare reale venne disposta dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nello scorso mese di aprile su richiesta della Procura sammaritana e resa esecutiva nel mese di giugno dalle Fiamme Gialle, a seguito degli approfondimenti investigativi effettuati dai militari in ordine alle risultanze di una precedente attività di verifica fiscale condotta nei confronti della società di Zampella, all'esito della quale il rappresentante legale era stato denunciato per aver detratto indebitamente l'Iva relativa ad operazioni soggettivamente inesistenti nelle dichiarazioni fiscali degli anni 2014-2016. Umberto Zampella risultò essere promotore ed organizzatore di un collaudato sistema di frode all'Iva perpetrato nell'ambito della commercializzazione di auto di provenienza estera attraverso l'interdizione di due ditte individuali rivelatesi cartiere grazie alle quali erano state omesse fatture per operazioni inesistenti per un importo di circa 800.000 euro.

Grazie all'acquisizione presso gli uffici della Motorizzazione di Caserta, della documentazione relativa all'immatricolazione delle vetture oggetto di fatturazione, i finanzieri scoprirono due diversi modus operandi elusivi: tramite l'esistenza di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa falsamente dall'acquirente attestante l'acquisto del veicolo direttamente dal soggetto estero oppure vi era una fattura o contratto di acquisto falsi a dimostrazione del rapporto commerciale diretto tra l'acquirente finale ed il soggetto estero. Tali escamotage 'consentivano' che il pagamento dell'Iva non fosse più dovuto per l'immatricolazione dei veicoli in Italia. Molti degli acquirenti sospetti dopo le escussione delle Fiamme Gialle disconobbero l'esistenza di simili documentazioni dichiarando di aver acquistato le autovetture direttamente presso la concessionaria di Zampella che quindi aveva prodotto per gli inquirenti una falsa documentazione proprio per sottrarsi agli obblighi fiscali. La Procura quindi dispose il sequestro preventivo del patrimonio illecitamente accumulato (risorse finanziarie su conti correnti societari, partecipazioni sociali, 4 autovetture per un valore di 165.000 euro) anche al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall'evasione.

I legali di Zampella, mostrando la presuntiva implicazione del loro assistito nel modus intracomunitario elusivo, hanno ottenuto il dissequestro delle disponibilità liquide della Punto Cars e dei beni disponibili di Zampella, considerate in concorrenza dell'importo delle imposte evase.

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