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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca Pignataro Maggiore

Coinvolto nell'inchiesta sul clan evade i domiciliari e finisce in carcere

Peggiora la posizione di Papa per il quale è stato disposto l'aggravamento della misura cautelare

Aggravamento della misura cautelare per Fabio Papa. Questa la decisione del gip Fabrizio Finamore del tribunale di Napoli che ha disposto il carcere nei confronti del 49enne per il quale si sono aperte le porte della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Papa, assistito dall'avvocato Marco Argirò, è stato ritrovato dai carabinieri della compagnia di Capua presso un istituto di recupero per dipendenze nonostante fosse gravato dalla misura cautelare degli arresti domiciliari poiché coinvolto coi i figli del boss Raffaele Ligato - Pietro, Felicia e Raffaele Antonio - nell'operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta unitamente ai colleghi del Comando Compagnia di Capua, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea poiché ritenuti  gravemente indiziati dei reati di estorsione, tentata estorsione e di lesioni personali, aggravati dalla finalità di agevolare il clan camorristico “Lubrano-Ligato” egemone nel comune di Pignataro Maggiore. 

I provvedimenti restrittivi costituiscono il risultato di un’intensa attività investigativa, avviata nel mese di agosto e condotta attraverso un’ampia piattaforma tecnica ed una mirata attività esterna di riscontro, che ha consentito di: disvelare la realizzazione di condotte estorsive decennali compiute, sin dal 2007, nei confronti di imprenditori operanti nel settore delle onoranze funebri in Pignataro Maggiore, i quali, subendo azioni intimidatorie, corrispondevano la somma di euro 3000 mensili; accertare il compimento di un’ulteriore estorsione ai danni di un imprenditore di Pastorano, al quale si imponeva la consegna di un lotto del cimitero di Pignataro Maggiore oppure la somma di 18000 euro; documentare come gli indagati, per affermare la supremazia sull’area di influenza, non abbiano esitato a fare ricorso ad atti intimidatori e/o violenti, così come accaduto nei confronti di un 56enne di Pignataro Maggiore operaio in una ditta di traslochi, aggredito per futili motivi con l’utilizzo di spray urticante ed un tirapugni.

Il Gip partenopeo ha quindi disposto un aggravamento della misura cautelare e per Papa si sono aperte le porte del carcere.

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