rotate-mobile
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Estorsioni del clan, pentito inguaia il dipendente comunale: "Pagato per segnalare le ditte"

Monaco è un fiume in piena: "Per lui mille euro o incassavamo gli assegni in scadenza dall'usuraio"

"Conosco Gianfranco Di Rienzo perché siamo entrambi di Santa Maria Capua Vetere, ci frequentavamo, andavamo a prendere il caffè o a farci un aperitivo. Lui era il factotum del comune di Santa Maria Capua Vetere ed era impiegato come geometra all'ufficio tecnico. Lui era il primo a sapere dei cantieri già da chi metteva i puntelli e ce lo segnalava. Le notizie sui cantieri e sugli appalti noi le sapevamo da lui e gli facevamo un regalo dai soldi che prendevano dagli imprenditori o andavamo da Salvatore l'usuraio e gli apparavamo i debiti".

Sono queste le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Antonio Monaco nel corso dell'udienza celebrata dinanzi alla Prima Sezione Penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere in composizione collegiale presieduta dal giudice Sergio Enea nel processo per le estorsioni in nome e per conto del clan dei Casalesi ai danni della ditta Pumaver srl, attiva nella manutenzione del Verde Pubblico a Santa Maria Capua Vetere. Insieme al collaboratore di giustizia Monaco sono finiti sotto processo Gianfranco Di Rienzo, Massimo Vitolo, Romeo Aversano Stabile, Mario Tiglio poiché con minacce consistite nel fare valere la forza intimidatoria del clan dei Casalesi fazione Schiavone estorcevano alla Pumaver svariate somme di denaro incassate a rate nelle festività che servivano poi a rimpinguare le classe dell'associazione camorristica. Le condotte estorsive sarebbero state realizzate nel 2004 e ne riferirono i collaboratori di giustizia Monaco e Vitolo nel 2015 e nel 2016, fatti poi accertati dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta.

Il pentito del clan dei Casalesi Monaco ha chiarito al Sostituto Procuratore Giorgia De Ponte la figura del dipendente comunale Gianfranco Di Rienzo, dipendente dell'Ufficio Tecnico della città del Foro, di cui si sarebbe avvalso il clan in merito alla vicenda estorsiva come segnalatore, in virtù anche dell'atavica amicizia con lo stesso Monaco. "Di Rienzo ci segnalava i cantieri e le società che vincevano gli appalti con il Comune e noi realizzavamo l'attività estorsiva. Il mio contatto sul territorio di Santa Maria Capua Vetere era Mario Tiglio fraterno amico che veniva contattato da Di Rienzo e poi i rateizzi confluivano a me che lo portavo a Casale. Di Rienzo non era un affiliato al clan dei Casalesi ma chiedeva a noi di risolvere i suoi problemi economici. I suoi problemi economici erano all'ordine del giorno, era sempre pieno di debiti. Quando noi percepivamo i rateizzi dagli imprenditori che lui ci segnalava un mille euro per lui ci usciva sempre oppure andavamo da Salvatore A. l'usuraio e gli incassavamo gli assegni in scadenza, gli apparavamo i debiti".

Nella vicenda estorsiva alla Pumaver Antonio Monaco ha chiarito il ruolo di Romeo Aversano Stabile affermando che non aveva alcun ruolo e che non aveva percepito rateizzi dall'imprenditore e che Stabile si trova coinvolto nella vicenda per un de relato in merito alla richiesta dell'imprenditore a chi affidarsi per i pagamenti al clan. Sempre più dubbia è apparsa la figura dello stesso imprenditore taglieggiato, pluripregiudicato di Melito nonché ex primo cittadino arrestato nel 2012 per associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo la narrazione di Monaco, l'imprenditore avrebbe chiesto a Di Rienzo non appena si aggiudicò l'appalto col comune sammaritano 'a chi rivolgersi per stare tranquillo'. Così gli sarebbe stato indicato Tiglio, uomo di estrema fiducia dello stesso Antonio Monaco. Incongruenze sono sorte in merito ai rateizzi delle festività che per l'imprenditore erano di 4000 euro ma che in realtà secondo il racconto di Monaco si seguiva lo schema applicato per la città di Santa Maria Capua Vetere delle rate pari a 2.500 euro e che solo la prima rata poteva aggirarsi intorno ai 5000 euro.

Si torna in aula la fine del mese di ottobre per l'esame degli imputati. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe De Lucia, Carlo De Stavola, Paolo Di Furia, Mauro Iodice, Domenico Esposito, Patrizia Sebastianelli.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Estorsioni del clan, pentito inguaia il dipendente comunale: "Pagato per segnalare le ditte"

CasertaNews è in caricamento