Cronaca

Estorsioni e bisca del boss: stangata per il referente dei Casalesi a Modena

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione: aiuti agli emissari inviati da Rafilotto

Era il referente del clan dei Casalesi sul territorio di Modena prestando la propria attività in favore degli emissari del boss Raffaele Diana, alias Rafilotto. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 7 anni di reclusione per Giuseppe Cioffo, 53 anni di San Cipriano d'Aversa.

La Suprema Corte, che ha respinto il ricorso presentato dal difensore di Cioffo, ha confermato la sentenza pronunciata dalla Corte d'Appello di Napoli vidimando anche la confisca dei beni e la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di un anno.

Per i giudici Cioffo era al servizio degli emissari inviati da Diana nel modenese per incassare i proventi delle estorsioni e prelevare i profitti della bisca clandestina all'interno del Circolo Olimpico, controllata proprio dai Casalesi. Attività che vennero svolte "condividendo "appieno gli obiettivi del sodalizio criminoso" di comune appartenenza - si legge nella sentenza - Cioffo ha istruito i due giovani "mandatari" su come assolvere l'incarico senza destare sospetti, su come evitare pedinamenti e intercettazioni (non girare armati, cambiare schede telefoniche, non rivelare mai i motivi della loro presenza a Modena), sulle condizioni di pagamento del pizzo da imporre agli imprenditori ("assegni a due mesi")".

Inoltre, secondo quanto affermano i giudici della Cassazione, l'imputato si sarebbe anche offerto di reperire un alloggio dove ospitare un latitante domostrandosi "addentro ai meccanismi, alle dinamiche e logiche interne al clan camorristico".

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