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Estorsione alle prostitute

Estorsione alle prostitute

Pizzo alle prostitute con gli ‘arretrati’ del lockdown, 4 indagati

Uno di loro è finito in carcere. Le ragazze aggredite con un piede di porco dal ‘protettore’ e la sua fedelissima

Dovevano pagare il 'posto' per prostituirsi in strada anche durante il lockdown. La Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati 4 persone. Per uno di loro, G.K., 52enne albanese, si sono aperte le porte del carcere, mentre per gli altri 3 indagati - F.K., di 26 anni, sua moglie A.A.L., rumena di 24 anni, e R.K., albanese di 23 anni - il gip Rosaria Dello Stritto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto l'applicazione di misure cautelari richieste dalla Procura.

Il caso è esploso nell'estate del 2020. Le vittime hanno raccontato di prostituirsi da 5 anni nella zona nei pressi del carcere di Santa Maria Capua Vetere e di essere state costrette a versare una somma - tra i 500 ed i 1000 euro - a G.K. per poter occupare il posto. Il punto di rottura tra le tre ragazze che hanno trovato il coraggio di denunciare ed il protettore avvenne quando a causa degli scarsi guadagni per effetto delle restrizioni Covid le lucciole non riuscivano a pagare, rifiutandosi di consegnare la tangente al protettore. Per una di loro addirittura si pretendeva il pagamento degli arretrati del lockdown quando la giovane era stata in Albania.

Così vennero aggredite dal 52enne e da A.A.L., anche lei dedita al meretricio, che prima chiesero alle ragazze di andare via da quella zona per poi passare alle vie di fatto, danneggiando le vetture delle giovani che si rifiutavano di pagare per il 'posto'. In una circostanza le ragazze vennero aggredite con un piede di porco. Al gruppo di albanesi sono contestate, inoltre, le minacce e la violenza privata nei confronti del proprietario di un terreno occupato da loro sempre a San Tammaro.

Nei giorni scorsi G.K. ed i suoi nipoti, F.K. ed R.K., sono stati fermati dai carabinieri. Il gip di Napoli Nord ha disposto il carcere per il 52enne, inviando gli atti per competenza al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il gip di Santa Maria Capua Vetere, invece, non ha convalidato il fermo degli altri due respingendo la richiesta di applicazione di misure cautelari pure nei confronti della donna indagata. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Fabio Della Corte e Carlo De Stavola.

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