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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca Maddaloni

Estorsione da 40mila euro alla titolare del vivaio: Diana torna libero

Il gip Grammatica ha revocato gli arresti domiciliari per il fratello dell'ex assessore

Torna libero Francesco Diana, 47enne imprenditore di San Cipriano d'Aversa (fratello dell'ex assessore Orlando Diana, coinvolto nell'inchiesta della Dda di Napoli sul business delle cooperative sociali) accusato insieme a Tommaso Ragnino, 50enne di Maddaloni (già coinvolto in un'inchiesta della Dda partenopea sulle piazze di spaccio a Maddaloni) di tentata estorsione, ai danni di una donna marocchina, titolare di due vivai a Maddaloni.

Il gip Alessandra Grammatica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto le istanze dei difensori del 47enne, gli avvocati Enzo Domenico Spina e Ferdinando Letizia, revocando la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui era sottoposto dal novembre scorso. Il gip ha ritenuto che ‘sono venute meno le esigenze cautelati poste a fondamento della misura anche in considerazione del tempo trascorso dall’applicazione della stessa, della condotta tenuta nelle more del procedimento da parte di Diana’. L’imprenditore quindi torna libero.

In un primo momento a Diana e a Ragnino i magistrati antimafia contestarono l’aggravante della metodologia mafiosa poichè gli indagati avrebbero ‘millantato’ l’appartenenza al clan dei Casalesi per estorcere denaro. Vittima la madre di un ragazzo marocchino, naturalizzato maddalonese, detenuto in carcere a Bergamo.

Le indagini, partite a seguito della denuncia sporta dalla donna, hanno permesso di accertare che Diana e Ragnino(assistito dall’avvocato Valerio Stravino e già libero), arrivando anche a minacciarla di morte, le avrebbero ripetutamente chiesto di consegnare 40mila euro, suddivise in tre tranche da 25mila, 12mila euro e 3mila euro, quale corrispettivo di presunti pregressi debiti del figlio della vittima. In sede di interrogatorio, però, è emerso un quadro della vicenda ben diverso reso dai due indagati che hanno negato gli addebiti contestati chiarendo le loro posizioni. I nuovi scenari emersi hanno portato quindi all'esclusione dell'aggravante della metodologia mafiosa.

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