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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca Marcianise

Estorsione in concessionaria: "La macchina mi serve per fare le monete"

Il secco e Monica con il placet dell'imprenditore Piccolo vanno a chiedere una vettura in una rivendita: "Hai mai avuto richieste? Allora me la devi dare"

Non solo soldi. Tutto andava bene se faceva comodo. E' così che i Quaqquaroni hanno tentato di estorcere una vettura ad una concessionaria di auto. Emerge dalle pagine dell'inchiesta sulle nuove leve del clan.

Protagonisti del tentativo di estorsione, manco a dirlo, Francesco Piccolo, alias il 'secco' deceduto nei mesi scorsi e considerato il braccio operativo di Agostino Piccolo (imprenditore edile ritenuto il capo delle nuove leve del sodalizio), e il suo scagnozzo Gaetano Monica. Piccolo, che per i suoi spostamenti da San Cipriano d'Aversa, dove risiedeva, doveva farsi scarrozzare da Monica, decide di prendere una vettura. Così decide di spendere il buon nome di famiglia per farsene dare una.

La circostanza stavolta non viene captata dal trojan inserito nel cellulare di Francesco Piccolo che probabilmente lascia in auto. Ma l'episodio viene raccontato dallo stesso Piccolo ad alcuni familiari di Agostino Piccolo. "Ho detto vedi come devi fare, o vuoi o non vuoi me la devi dare per forza - ha raccontato - Avete mai avuto una richiesta? No, allora adesso dovete accettare. Sto per terra (a piedi nda) prendi una macchina di mille, duemila euro, quella che è".

Un'auto che serve per lavorare per il gruppo, profitti che poi finiscono nella cassa del clan. "A me serve la macchina perché devo fare le monete, mica ci posso andare a rimettere?", dice ancora Francesco Piccolo. Stavolta, lo stesso capo Agostino Piccolo risulta al corrente dell'estorsione al punto che il commerciante - che ha riferito di aver subito un tentativo estorsivo ma in maniera generica - lo contatta: "Se puoi passare ti dovevo far vedere quella macchina là... quella macchina di quei due", riferisce al telefono.

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