Estorsione in nome del clan, Giovanni ‘l’elettricista’ torna libero

Ordinanze di custodia cautelare in carcere confermate per gli altri 4 estorsori

(foto di repertorio)

Confermate le quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per Francesco Barbato, Francesco Sagliano, Pasquale Musciarella ed Antonio Cacciapuoti mentre Giovanni Arillo 'l'elettricista' torna libero. È stata questa la decisione del gip del Tribunale di Napoli dottoressa De Micco che ha confermato le ordinanze di custodia cautelare in carcere per la banda di estorsori arrestati lo scorso 16 luglio dai carabinieri delle stazioni di Castel Volturno e Pinetamare e dai militari del Reparto Territoriale di Mondragone per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore del settore nautico di Castel Volturno.

I malviventi in un periodo compreso tra l'ultima decade di giugno e le prime settimane di luglio avevano tentato di estorcere denaro ad imprenditore del settore nautico castellano. In una circostanza lo avevano percosso e minacciato con una pistola palesandogli l'appartenenza al clan dei Casalesi fazione Bidognetti. Dall'attività d'indagine condotta dalla Dda di Napoli emerse il peculiare quadro delittuoso. L'imprenditore castellano venne preventivamente avvicinato da Giovanni Arillo, l'elettricista che in occasione del montaggio delle telecamere del sistema di sorveglianza presso il locale nautico della vittima lo intimorì palesandogli l'esistenza di più attività illecite condotte da soggetti guidati dal suo amico Francesco Barbato che ponevano in essere condotte estorsive in danno ai diversi imprenditori della zona ed alle quali non avrebbero potuto sottrarsi i lidi balneari del litorale Domizio ed anche quella della vittima a queste collegate.

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Veniva quindi esplicitato che coloro fossero intenti a riscuotere rateizzi e che si sarebbero presentati presso l'attività commerciale per la riscossione. Come preannunciato il gruppo camorristico si presentò più volte presso la sede lavorativa dell'imprenditore ed all'ennesimo rifiuto di costui partì una spedizione punitiva conclusasi con il violento pestaggio della vittima. Avviata l'attività d'indagine grazie alla denuncia sporta dall''imprenditore coraggio' vennero spiccati i mandati di arresto per la banda. Il ruolo però di Giovanni Arillo difeso dall'avvocato Ferdinando Letizia è stato quello di intermediario tra le parti. Ruolo minore nella vicenda delittuosa che portò alla mancata convalida del fermo e la disposizione della misura cautelare degli arresti domiciliari a Castel Volturno. In osservanza delle indagini difensive svolte la flebilità della figura dell'elettricista nel disegno criminoso è diventata sempre più palese tanto che il magistrato partenopeo ha rigettato l'ordinanza di custodia cautelare avanzata dalla Procura sammaritana restituendo così la libertà ad Arillo.

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