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Imprenditore paga dopo gli spari, ma l'estorsione continua fino al blitz dei militari

Due giovani sono finite in carcere con l'accusa di estorsione: 'stanati' a Formicola e a Sant'Arpino

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Capua e della stazione dei carabinieri di Capua, hanno eseguito il decreto di fermo emesso dal Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di due persone, F.B. classe 1984, incensurato e di R.I. classe 1986, pluripregiudicato.

Il provvedimento di fermo scaturisce dalle indagini condotte dai Carabinieri di Capua, sotto la direzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, in seguito ai fatti occorsi lo scorso 2 dicembre 2020 alle ore 17:15 circa, quando G.R. (in qualita di socio insieme alla sorella M.R.) segnalavano l'esplosione di alcuni colpi d'arma da fuoco ai danni dei locali di una societa sita nella frazione di Sant'Angelo in Formis, impresa operante nel settore dell'officina e revisioni autoveicoli.

Nell'immediatezza venivano rinvenuti sul manto stradale, all'ingresso del passo carrabile di accesso al suddetto centro, due bossoli e, dietro uno scaffale della suddetta società, due ogive. Le immediate indagini che ne susseguivano, consistite in escussioni di testimoni, acquisizione di tabulati telefonici, ed immagini di videosorveglianza, nonche intercettazioni telefoniche ed ambientali, consentivano di accertare la responsabilita dei fermati per il raid ai danni dell'esercizio commerciale, che a sua volts s'inseriva nell'ambito di azioni estorsive ai danni dei titolari del predetto esercizio, vessati da tempo da parte dei due fermati.

Le richieste di denaro ai danni delle due vittime, sia in presenza che a mezzo telefono, avevano infatti preso avvio dalla fine di novembre e si protraevano per tutta la durata delle indagini fino al momento del fermo. Emergeva che, proprio a seguito dell'intimidazione armata ai danni dell'esercizio commerciale, le vittime, per paura, cedevano alle minacce, corrispondendo parte delle somme richieste loro. 

Nonostante ciò, le persone indagate, anche rivendicando la paternità del gesto del 2 dicembre, continuavano a richiedere ulteriori somme di denaro, minacciando ancora di morte le vittime, qualora i due non avessero pagato entro le rigide scadenze da loro fissate. Sulla base degli elementi raccolti, per scongiurare la reiterazione dei reati ed il pericolo di fuga, veniva pertanto disposto il fermo da parte del Pubblico Ministero nei confronti di F.B, rintracciato a Formicola ed R.I., che veniva fermato, anche con l'ausilio dei Carabinieri di Marcianise, a Sant'Arpino. Ultimate le formalità di rito presso la compagnia dei Carabinieri di Capua, i due arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. 

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