Casa devastata da un'esplosione, l'odissea di Lidia: dopo 4 anni non c'è ancora risarcimento

I vigili del fuoco avrebbero attestato che la deflagrazione fu causata da una bombola di gas difettosa ma la società si rifiuta di liquidare i 200mila euro alla proprietaria

La casa danneggiata dall'esplosione

E’ stato un difetto del “rubinetto" della bombola a Gpl che alimentava la stufa di casa a causare la devastante esplosione che più di quattro anni fa ha distrutto l’abitazione, a San Cipriano d’Aversa, dove vivevano due anziani, Vitantonio (all’epoca 77 anni) e la moglie Lidia, che allora ne aveva 69, ma l’infinita vicenda è tutt’altro che chiusa: dopo aver finalmente recuperato il fascicolo penale delle indagini, infatti, adesso ci sarà da scalare un’altra montagna, dato che Generali, la compagnia di assicurazione di Ener Gas (già Sud Gas), a cui apparteneva la bombola difettosa, ha già risposto picche all’ennesima richiesta di risarcimento.

Il fatto è successo il 13 marzo 2016, alle 22.30. A causare la deflagrazione e l'incendio, che hanno devastato l’appartamento al primo piano dell’edificio, in via Diana 47, e danneggiato anche quello al piano superiore, del fratello di Iovine, e i fabbricati vicini, lo scoppio di una bombola di gas da 15 chilogrammi che alimentava una stufa catalitica. Il padrone di casa la stava semplicemente spegnendo, ma non riusciva a chiudere il rubinetto della bombola, acquistata solo pochi giorni prima, che era duro e non girava: inutili anche i tentativi della moglie. Pochi istanti dopo è iniziato l’inferno: prima hanno cominciato a sprigionarsi le fiamme e poco dopo la bombola è esplosa. E’ stato un miracolo che i due coniugi non siano rimasti vittima dello scoppio: sono stati messi in salvo in tempo, per un soffio, dal nipote, chiamato in aiuto dalla signora Lidia e che per portare fuori gli zii si è gettato tra il fumo e le fiamme delle tende che andavano a fuoco e si è pure ferito con i vetri e i calcinacci che lo hanno investito.

L’anziana coppia e i suoi figli, per far luce sul grave incidente ed essere assistiti e risarciti, attraverso l’Area manager Riccardo Vizzi, si sono affidati a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Anche perché il Pubblico Ministero della Procura di Napoli Nord, Giuseppe Borriello, ha aperto un procedimento penale a carico di ignoti per il reato di incendio, disponendo il sequestro dell'immobile, per appurare le cause dell'accaduto e verificare lo stato di agibilità e la tenuta strutturale dello stabile. Per fortuna, l'esplosione non ha provocato danni agli elementi portanti dell'intero fabbricato, ma ha causato lo sventramento dei tompagni e delle pareti dell'appartamento al primo piano, con conseguente pericolo di crolli, rendendolo inagibile: per tornare ad abitarci servono gravosi lavori di ristrutturazione, quantificati nell'ordine di oltre duecentomila euro tra opere murarie, acquisto dei serramenti nuovi. Somma di cui i danneggiati non disponevano.

Vitantonio e la moglie sono stati quindi costretti a trasferirsi nell'unica abitazione che avevano a disposizione, quella dei genitori dell’uomo, vecchissima, diroccata e del tutto inadatta, tanto più per degli anziani. Si sperava dovesse essere una soluzione solo provvisoria, ma il procedimento penale ha avuto tempi lunghissimi e peraltro non si sa ancora con certezza se sia stato archiviato o meno. Nel frattempo il signor Vitantonio, purtroppo, nell’agosto 2018, è deceduto all’età di 79 anni, senza poter ritornare nella sua casa. Nei giorni scorsi, tuttavia, si è riusciti quanto meno a recuperare gli atti penali ed ad acquisire, con essi, un punto fermo, e cioè la relazione tecnica che il Pm ha affidato a un funzionario dei vigili dei fuoco di Caserta intervenuti in loco per spegnere le fiamme, il quale ha concluso come la fuoriuscita di Gpl dalla bombola sia stata provocata, come causa più probabile, per l’appunto da un difetto di funzionamento del rubinetto.

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A questo punto Studio3A ha rinnovato la richiesta danni alla proprietaria della bombola, risalente addirittura al 1974, che risulta Ener Gas, ma la sua compagnia di assicurazione, già Assitalia e oggi Generali, neanche in questo caso ha inteso formulare una proposta di risarcimento, invitando Studio3A a verificare con i propri assistiti tutta la filiera degli installatori e manutentori attraverso i quali la bombola è passata: una catena di fornitura che in realtà nessuno meglio di Ener Gas può ricostituire, anche per una eventuale futura rivalsa. Per la signora Lidia, che oggi ha 73 anni, si preannuncia un’altra, lunga causa.

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