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Il Comune di Sparanise

Il Comune di Sparanise

Durc "pezzottato" per l'appalto fogne, funzionario Inps incastra imprenditrice e dirigenti

Secondo l'Ente Previdenziale la richiesta sulla documentazione sarebbe pervenuta solo dopo la segnalazione del consigliere comunale d'opposizione Merola

Le verifiche confermarono i sospetti del consigliere comunale di Sparanise Antonio Merola: il Durc, presentato per partecipare alla gara per la realizzazione di un nuovo tratto fognario di via Capodimonte, era "appezzottato". E' quanto hanno confermato in aula un funzionario dell'Inps di Caserta ed il revisore dei Conti del Comune nel corso del processo a carico dell'imprenditrice Stefania Ranucci e di due dirigenti comunali, Angelo Manica ed Antonio Cerullo, accusati di falso (l'imprenditrice) ed abuso d'ufficio (i dirigenti).

Nel corso dell'udienza, celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Giovanni Caparco del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il funzionario dell'ente previdenziale ha sottolineato come la documentazione relativa alla regolarità contributiva non fosse mai stata richiesta dalla ditta. Solo dopo la segnalazione di Merola, che parlava appunto di "Durc appezzottato", vennero attivate le procedure di controllo. In particolare fu un istruttore tecnico del Comune a richiedere la documentazione all'Inps verificando poi l'irregolarità.

Una circostanza confermata anche dal revisore dei conti del Comune che ha rivelato come dopo gli accertamenti fu la segretaria comunale Daniela Rocco a trasmettere gli atti in Procura dando il via all'indagine finita davanti ai giudici. Il processo riprenderà a inizio marzo quando è in programma l'esame degli imputati. Merola si è costituito parte civile, in surroga al Comune, con l'avvocato Salvatore Piccolo. Nel collegio difensivo, invece, sono impegnati gli avvocati Claudio Romagnoli, Salvatore e Carlo Zannini e Vairo. 

Secondo l'accusa Ranucci, tramite autocertificazione, avrebbe attestato di avere i requisiti per l'affidamento, in particolare di essere in possesso del Durc. Gli obblighi previdenziali certificati, però, non sarebbero stati veritieri. Dagli accertamenti, infatti, emerse come il Durc fosse stato richiesto solo dopo la domanda di partecipazione andando questo a costituire una causa ostativa all'affidamento della gara. I due dirigenti, secondo l'accusa, avrebbero colpevolmente affidato l'appalto (Manica) e stipulato il contratto (Cerullo).

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