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Domenico e Salvatore Belforte insieme e Felice Napolitano

Domenico e Salvatore Belforte insieme e Felice Napolitano

Duplice omicidio nella faida di camorra, dopo oltre 20 anni il processo ricomincia da capo

Il fascicolo riassegnato ad un nuovo giudice. Alla sbarra i gotha del clan Belforte

Dopo oltre un ventennio dal delitto, il processo per gli omicidi di Giovan Battista Russo e Giuseppe Farina ricomincia da capo. Cambia il giudice dinanzi al quale si sta tenendo il processo con rito abbreviato, che vede alla sbarra i gotha del clan Belforte, con il fascicolo che è stato assegnato al giudice Barbi del tribunale di Napoli. Si torna in aula a fine settimana per le discussioni da parte della Dda e dei difensori. 

I due omicidi di Farina e Russo, uccisi tra il 1992 ed il 1997, si inseriscono a pieno titolo nella guerra che vide tra gli anni 1986/2007 contrapposti due clan, i Piccolo, noti come i“Quaqquaroni” ed i Belforte soprannominati i“Mazzacane”, per l’egemonia territoriale dei traffici illeciti nell’area di Marcianise. 

Per quei delitti sono imputati i capi del clan Salvatore e Domenico Belforte, Pasquale Cirillo, Felice Napolitano, Gennaro Buonanno, Luigi Trombetta e Bruno Buttone (collaboratore di giustizia). Il pm Luigi Landolfi aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Salvatore Piccolo, Francesco Liguori, Massimo Trigari e Giuseppe Foglia. 

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