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Lo scandalo in caserma

Lo scandalo in caserma

Drug test falsificati in caserma, processo alle battute finali

I difensori provano a smontare le tesi della Procura di Santa Maria Capua Vetere

Volge alle battute finali il processo per lo scandalo della droga alla Caserma Garibaldi di Caserta, che vede alla sbarra 7 persone. 

E' toccato ai difensori degli imputati - tra cui l'avvocato Nello Sgambato - provare a smontare le tesi del pm Gerardina Cozzolino che ha invocato pene pesantissime per 6 dei soggetti sotto processo: 6 anni e 6 mesi per Luigi Belvedere, di Maddaloni, che, secondo l'ipotesi dell'accusa, avrebbe falsificato i referti tossicologici in cambio di soldi o droga; 5 anni per Patrizio Caserta, anche lui di Maddaloni; 2 anni per Lello Giove, di Avella; 4 mesi per Francesco Pennacchia, di Marcianise; 7 anni per Giuseppe Santonastaso; 8 mesi per Vincenzo Corbo. Chiesta l'assoluzione per Biagio Santangelo. Nel collegio difensivo anche gli avvocati Vincenzo Iorio e Paolo Falco. La sentenza è attesa per metà dicembre. 

L'inchiesta per la quale i 7 sono a processo riguarda da un lato lo spaccio di cocaina all'interno della caserma di via Laviano, dall'altro la falsificazione, attraverso un sistema di corruzione, dei drug test disposti dal comando della Garibaldi a carico dei militari sospettati di fare uso di stupefacenti.

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