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Tra gli affari anche quello della prostituzione

Tra gli affari anche quello della prostituzione

Traffico di eroina e di esseri umani: il business della mafia nigeriana sul litorale

Per la Dia i clan africani convivono con i Casalesi: "Non c'è più un ruolo secondario"

Traffico internazionale di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione su strada. Questi, per la Dia, i settori in cui si è infiltrata la 'mafia nigeriana', in particolare quella della zona di Castel Volturno.

Secondo la Direzione Investigativa Antimafia nella zona del litorale domizio, si assiste ad una sorta di "coesistenza" tra il clan dei Casalesi e la mafia africana che "non assume più un ruolo secondario rispetto alla criminalità autoctona" bensì ha specifici settori di interesse e gestiti in regime quasi di monopolio, in particolare quello del traffico internazionale di stupefacenti. A riprova di ciò lo scorso 5 novembre i carabinieri hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare nei confronti di 24 persone per traffico di eroina.

Secondo quanto emerso dalle indagini il sodalizio introduceva lo stupefacente in Italia direttamente dal Pakistan, ma anche da Nigeria, Niger, Malawi, Uganda, Tanzania, Ruanda, Turchia e Olanda, servendosi di “corrieri” che trasportavano la droga in bagagli con doppio fondo e di “ovulatori”. I capi e promotori dell’organizzazione sono stati individuati in tre nigeriani, residenti rispettivamente a Castel Volturno (base logistica dell’associazione criminale), a Villa Literno e in Ruanda.

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