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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Cronaca Orta di Atella

Business della droga da 400mila euro: 27 condanne

La Corte d'Appello ha ridotto le pene per 19 imputati coinvolti nella maxi inchiesta sullo spaccio gestito dai Milone

Sono 27 le condanne inflitte dalla Sesta Sezione della Corte d'Appello nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nella maxi inchiesta sullo spaccio di droga gestito dalla famiglia Milone tra l'agro aversano - Aversa, Orta di Atella, Succivo, Cesa e Sant'Arpino - e la zona di Marcianise.

La Corte, presieduta dal giudice Claudia Picciotti ha rideterminato, in seguito a concordato in Appello, la pena nei confronti di: Anna Marino (1 anno e 10 mesi); Nunzia Laurenza (3 anni e 9 mesi); Elisabetta Andreozzi, 3 anni e 10 mesi); Massimiliano Milone (3 anni e 5 mesi). Pena ridotta anche per: Carmela Barbato (6 anni e 11 mesi); Enza Bencivenga (7 anni e 7 mesi); Paolo Bencivenga (4 anni e 3 mesi); Salvatore Costanzo (7 anni e 7 mesi); Gennaro Di Maio (7 anni e 8 mesi); Armando Ferriero (8 anni e 10 mesi); Cristina Marino (10 anni); Angelina Milone (8 anni e 6 mesi); Antonio Milone (10 anni); Giovanni Milone (7 anni e 2 mesi); Michele Milone (10 anni); Nicola Milone (10 anni e 1 mese); Salvatore Natale (7 anni e 10 mesi); Raffaele Rossetti (7 anni e 7 mesi); Salvatore Vozza (6 anni e 9 mesi con concessione delle attenuanti generiche). 

I giudici hanno poi confermato la sentenza, pronunciata dal gup del tribunale di Napoli, nei confronti di Pasquale Cecere (2 anni e 1 mese), Andrea Chiacchio (7 anni e 5 mesi), Marco Caiazzo Corona (4 anni e 10 mesi); Benito Iuliano (8 anni); Francesca Iuliano (7 anni e 9 mesi); Anna Milone (7 anni e 7 mesi); Palma Ricci (4 anni e 8 mesi) e Fabio Russo (8 anni e 3 mesi). 

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Nello Sgambato, Luigi Marrandino, Giuseppe Foglia, Pasquale Delisati, Vincenzo Alesci, Angelo Raucci, Mirella Baldascino, Domenico Dello Iacono, Anastasia Costanzo, Alfonso Quarto e Vincenzo Guida.

Le indagini hanno svelato l'esistenza di un sodalizio, operante nell’area marcianisana ed atellana, dedito al traffico e spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Per gli inquirenti il giro di affari del gruppo è quantificabile in circa 400.000 euro. Il gruppo utilizzava appartamenti presi in affitto e che cambiavano con regolarità dopo qualche tempo, per non dare troppo nell’occhio. E non disdegnavano di portare la droga direttamente ai clienti, con un sistema di “consegna a domicilio” che aveva facilitato il loro mercato. 

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