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Pasquale Aveta, killer dei Belforte oggi pentito

Pasquale Aveta, killer dei Belforte oggi pentito

Il pentito: "Ho permesso di spacciare nella piazza che i Belforte mi avevano lasciato dopo gli omicidi"

Aveta ai magistrati: "Ho spedito Orefice a compare l'hashish a Fuorigrotta"

Giuseppe Orefice, da tutti conosciuto come Peppe di Acerra, dopo aver ottenuto il via libera per spacciare a San Nicola la Strada direttamente dal killer del clan Belforte Pasquale Aveta, era diventato un vero punto di riferimento per chi volesse rifornirsi di droga tra la città alle porte di Caserta e San Marco Evangelista. Ad accusare colui che i carabinieri ritengono il capo dell’organizzazione criminale che si era venuta a creare, ci sono anche altri collaboratori di giustizia, di minore spessore, che hanno però indicato Orefice come colui che gestiva lo smercio di hashish e cocaina per le piazze di San Nicola la Strada e San Marco. Un business iniziato grazie al “beneplacito” di Aveta, che in un interrogatorio del 7 settembre 2011, ai magistrati aveva raccontato: “Il mio compagno dio scuola mi ha scritto una lettera per chiedere l’autorizzazione di spacciare hashish. Io lo autorizzati e lo mandai a Napoli a comprare la droga a Fuorigrotta da un mio amico”. Il tutto è avvenuto prima del trasferimento nel carcere de L’Aquila di Aveta dove fu sottoposto al carcere duro. “Orefice mi mandava 300-400 euro al mese. Almeno per quanto io so, non aveva altri rapporti con esponenti del clan Belforte”. Che avevano lasciato la piazza di San Nicola ad Aveta “in quanto era un modo ulteriore di ricompensarmi per gli omicidi che io ho commesso per il clan Belforte”. 

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