Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Il compagno di scuola pentito: "Autorizzato a spacciare con una mia lettera"

Le rivelazioni agli inquirenti di Pasquale Aveta su Giuseppe Orefice: "Gli utili doveva dividerli con me"

Pasquale Aveta e Giuseppe Orefice

Il permesso a spacciare lo avrebbe ricevuto tramite una lettera spedita dal carcere da Pasquale Aveta, killer del clan Belforte. Lo ha rivelato agli inquirenti lo stesso Aveta parlando delle attività di Giuseppe Orefice

Aveta ha definito Orefice, difeso dall'avvocato Nello Sgambato, come "persona mia amica, in quanto avevo fatto le scuole insieme". Dopo l'arresto di Aveta nel 2006 "Giuseppe Orefice mi scrisse una lettera nella quale mi mandava i saluti degli altri ragazzi di San Nicola la Strada. Iniziammo una corrispondenza epistolare e lui poi in una lettera mi disse che era sua intenzione iniziare un'attività di spaccio di fumo, cioè di hashish. Siccome comandavo ancora io su San Nicola la Strada chiese a me il permesso ed io gli mandai una lettera in cui lo autorizzavo a ciò, dicendogli che avrebbe potuto dire che lavorava per me". 

Dopo l'autorizzazione "lo indirizzai da un mio amico di Napoli. Gli dissi che una parte degli utili doveva dividerli con me, in particolare avrei (avrebbe nda) dovuto consegnare a me 500 euro mensili tramite mia moglie. Ciò è avvenuto regolarmente dal 2009 fino al momento della mia collaborazione". 

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