La cocaina di 'Zio Raf', il gip dice no all'arresto di una quarta persona

Resta indagato a piede libero. Coinvolto dalle telefonate intercettate

C’è anche un quarto indagato a piede libero nell’inchiesta che ha coinvolto il titolare di un negozio di abbigliamento a Baia Domizia, Raffaele Boccia, il figlio Francesco e la commessa di Sessa Aurunca P.P., finiti in manette giovedì mattina all’esito dell’inchiesta dei carabinieri.

Ma la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere aveva chiesto l’arresto anche di una quarta persona, un 60enne di Caivano, che era in costante contatto con ‘Zio Raf’ dal quale vantava un credito. E proprio quelle telefonate e quelle continue richieste di onorare il debito (fatte anche al figlio del commerciante) avevano fatto ipotizzare alla Procura che il 60enne potesse essere colui che procurava la cocaina e l’hashish che poi veniva rivenduto nel negozio di Baia Domizia oppure in un bar di Cellole. 

Un’ipotesi che però non ha convinto il gip Alessandra Grammatica che ha respinto la richiesta di arresto, scrivendo: “Il tenore delle conversazioni ed il significato delle parole usate non appare univoco e in mancanza di qualsivoglia altro elemento di ricorso non consente di affermare che il rapporto tra i due concerna la cessione della sostanza stupefacente”. Il 60enne resta indagato a piede libero.

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