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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Mondragone

Droga, scarcerati 2 indagati della maxi inchiesta Dda

Libertone e Razzino hanno ottenuto gli arresti domiciliari

Arresti domiciliari per Pietro Libertone e Pasquale Razzino, rispettivamente di 43 e 39 anni, entrambi di Mondragone, coinvolti nell'inchiesta 'Bomboniera' della Squadra Mobile della Questura di Bologna che ha portato alla scoperta di un traffico di sostanze stupefacenti tra la provincia bolognese e la Campania con canali di approvvigionamento internazionali in Albania e  Spagna.

È quanto deciso dal Giudice delle Indagini Preliminari Alessandro Pecorella del Tribunale di Bologna che ha accolto le istanze dei difensori, Rosario Avenia e Enrico Capone.  I due mondragonesi sono indagati  per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le attività investigative degli uomini della Squadra Mobile bolognese coordinati dalla DDA del capoluogo emiliano nate nel 2018 hanno permesso di individuare Libertone e Razzino come due dei capi promotori  dell'associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio bolognese e campano che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 30 persone con l'emissione di 22 misure cautelari disposte dal GIP emiliano quali 13 misure cautelari in carcere, 3 arresti domiciliari, 6 obblighi di dimora.

L'operazione è partita da tre spacciatori bolognesi, tra cui una donna, che gestivano un giro di cocaina nei giardini di via Mazzabotto di fronte all'Ospedale Maggiore di Bologna avvicinati da un uomo di origini campane che aveva proposto loro 'caramelle' ossia lo stupefacente ad un miglior prezzo di mercato. Da qui la Sezione Antidroga della Squadra Mobile bolognese, allargando il campo di indagine, ha individuato il gruppo apicale tutto campano del traffico di stupefacenti facente capo a Riccardo Sales napoletano di 39 anni, Francesco Cerasuolo partenopeo di 34 anni dimoranti in provincia di Bologna, Pietro Libertone e Pasquale Razzino da Mondragone.

Il fronte campano, secondo gli investigatori, era garantito da Libertone e Razzino, quali collaboratori fiduciari di Riccardo Sales il quale impartiva loro direttive in ordine ai trasferimenti del narcotico a Bologna ed in parallelo come gestire le piazze di spaccio a Mondragone. Libertone e Razzino si occupavano anche del mantenimento dei rapporti con gli esponenti della criminalità organizzata campana in ordine alle forniture con conduzione delle trattative in ordine alle entità ponderali e dei mezzi di fornitura del narcotico.

In un'ottica di espansione dell'organizzazione Sales aveva previsto il trasferimento di Libertone e Razzino nel bolognese con il relativo reclutamento di 'uaglioni' messi a disposizione dalle famiglie dei clan campani da impiegare quali stipendiati come distributori dello stupefacente. Dalle indagini è emerso che i quattro sodali campani curavano il traffico di droga come una attività commerciale con tanto di libri contabili con divisione mensili dei profitti dell'attività.

Dalle perquisizioni degli uomini della Mobile bolognese sono emersi dei “vademecum" delle cautele da adottare dai sodali nelle comunicazioni telefoniche e negli spostamenti finalizzati alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti nonché sulla raccolta e smistamento del denaro provento di traffico. A tal proposito gran parte dei proventi illeciti della attività sono confluiti in una tabaccheria di Argelato in provincia di Bologna, utilizzata come 'lavatrice' dei soldi sporchi dell'attività illecita gestita da Sales e da sua moglie Hasnaa Najemi indagati anche per autoriciclaggio.

Numerosi gli escamotage  impiegati per occultare i libri contabili e lo stupefacente come quello rinvenuto a casa si Sales ad Argelato dove i poliziotti hanno rinvenuto un vano nascosto in camera da letto che si apriva solo grazie ad un telecomando a sua volta occultato dentro ad una finta bomboletta spray. Marchingegno simile a quello utilizzato nello stereo di due auto usate per trasportare la droga anche da Mondragone. Nel corso dell'operazione 'Bomboniera' sono stati sequestrati 6,2 chili di hashish; 19,2 chili di marijuana; 2,2 chili di cocaina e 15. 000 euro in contanti.

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