Cronaca

Droga dei Della Ventura, 3 condanne 'soft' e 3 assoluzioni

Escluso il reato associativo arrivano le pene solo per le cessioni di stupefacenti

Tre condanne e tre assoluzioni. Questa la decisione del gup Visco del tribunale di Napoli a carico di 6 persone, processate con rito abbreviato, coinvolte a vario titolo nell'indagine sullo spaccio di droga a Caserta da parte del gruppo Della Ventura, gestito dalla moglie del boss Antonio detto il Coniglio Concetta Buonocore e dal genero Michele Maravita

Il gup ha inflitto 3 anni e 10 mesi per Paolo Cinotti, 36 anni di Caserta; 2 anni e 4 mesi per Ferruccio Coppola, 33 anni di Caserta; 2 anni e 4 mesi per Umberto Giglio, 37 anni di Caserta. Assolti, invece, Virginia Scalino, 37 anni di Caserta; Antonio Vergone, 31 anni di Caserta; e Clemente Vergone, 51 anni di Caserta. Per tutti è stata escluso il reato associativo con la condanna che è arrivata solo per i singoli episodi di spaccio. Una vittoria del collegio difensivo - di cui hanno fatto parte gli avvocati Nello Sgambato, Michele Di Fraia, Giuseppina Caporaso, Domenico Di Stasio e Alfonso Iovino - a fronte di richieste della Procura tra i 12 ed i 2 anni per tutti gli imputati. 

Attesa la decisione sul rinvio a giudizio, invece, per Concetta Buonocore, 59 anni di Caserta moglie del boss Antonio Della Ventura, referente nel Capoluogo del clan Belforte, non indagato in questo procedimento; Vincenzo Carbone, 48 anni di Caserta; Maximiliano Carponi, 39 anni di Caserta; Pietro Cioffi, 55 anni di Caserta; Consiglia D’Angelo, 47 anni di Caserta; Alfonso D’Itri, 51 anni di Caserta; Maddalena Della Ventura, 34 anni di Caserta, figlia del boss; Pasquale Maio, 25 anni di Caserta; Michele Maravita, 34 anni di Caserta genero del boss e marito di Maddalena Della Ventura; Felice Tunisino, 44 anni di Caserta; Agostino Vergone, 32 anni di Caserta; Giuseppe Orefice, 44 anni di Acerra. Nel collegio difensivo sono impegnati, inoltre, gli avvocati Massimiliano Di Fuccia, Mario Mangazzo, Giuseppe Stellato e Giuseppe Scala. 

Secondo la Dda Concetta Buonocore, moglie del boss Antonio Della Ventura, riusciva a comandare ed a gestire le attività criminali anche durante lo stato di detenzione. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso (clan Belforte) e traffico di sostanze stupefacenti. Il genero della donna, Michele Maravita, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avvalendosi del potere intimidatorio derivante dall’appartenenza al clan, avrebbe gestito il traffico di sostanze stupefacenti nel Capoluogo. La Buonocore, nonostante il suo stato detentivo, era costantemente messa a conoscenza della situazione esterna da congiunti e collaboratori, e manteneva pertanto un costante controllo delle attività illecite del gruppo criminale, organizzando addirittura “regolamenti” di conti nei confronti di soggetti che avevano mancato di rispetto al genero Michele.

Michele Maravita, per conto della suocera, avrebbe assunto la direzione degli affari di famiglia gestendo le attività commerciali (una sala scommesse a Casagiove, un parcheggio e un negozio di animali a Maddaloni), dirigendo le attività illecite (stupefacenti, usura, estorsioni e riciclaggio) e provvedendo al sostentamento dei propri collaboratori e dei detenuti. Di fatto il punto di riferimento per gli altri appartenenti e affiliati al clan su Caserta, Maddaloni e comuni limitrofi. Agostino Vergone era il braccio destro di Michele Maravita e si occupava principalmente della conduzione delle piazze di spaccio fornendo (e talvolta imponendo) le sostanze stupefacenti ai vari pusher. Le piazze di spaccio di Maravita erano materialmente gestite da Vergone, che si avvaleva dei pusher Ferruccio Coppola, Umberto Giglio e Paolo Cinotti. Lo stupefacente (cocaina, hashish e marijuana) arrivava da diverse zone del napoletano con Giuseppe Orefice che si occupava dell’intermediazione, in particolar modo per l’hashish. Ricordiamo che l'accusa di associazione camorristica è decaduta per diversi indagati in sede di Riesame dell'ordinanza cautelare.

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