Cronaca

Droga, condannata la figlia del carabiniere infedele e i suoi complici

Ilaria Cioffi rimedia 3 anni e 4 mesi in abbreviato, due anni e mezzo agli altri due. Accusati anche di tentata estorsione

Accusati di spaccio di cocaina

Tre anni e 4 mesi di reclusione per Ilaria Cioffi, 2 anni e 6 mesi a testa per Crescenzo BarlettaAntonio Carlo D'Onofrio. È stata questa la decisione del giudice dell'udienza preliminare Ivana Salvatore del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dei tre imputati accusati di spaccio di droga e tentata estorsione aggravata dall'utilizzo di un'arma 'giocattolo'.

Il pm aveva richiesto per Ilaria Cioffi - figlia del carabiniere infedele Lazzaro Cioffi, indagato per aver favorito il clan napoletano dei Fucito in cambio di laute ricompense in denaro - e Barletta la pena di 5 anni e 4 mesi, 2 anni, invece, per Antonio Carlo D'Onofrio. Ilaria Cioffi venne raggiunta da un'ordinanza di custodia cautelare il 15 giugno 2020 disposta dal GIP di Santa Maria Capua Vetere ed eseguita dai carabinieri della compagnia di Maddaloni insieme a Crescenzo Barletta ed Antonio Carlo D'Onofrio per un episodio che si verificó il 30 dicembre 2019. A seguito di un controllo di polizia a bordo di una Audi su cui viaggiava Cioffi vennero rinvenute un imballaggio di stoffa bianca contenente 24 involucri di cocaina. La perquisizione veicolare consentì di rinvenire ulteriori quantitativi di cocaina celati sotto il sedile del passeggero. In seguito a tale episodio la donna veniva tratta in arresto e sottoposta a misura coercitiva.

Nel prosieguo delle indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Maddaloni e mediante alle attività intercettive estese alle utenze di soggetti a vario titolo coegati a Ilaria Cioffi e le successive attività di riscontro vennero individuati gravi indizi di colpevolezza per ulteriori episodi di cessione di cocaina e crack a carico di Ilaria Cioffi e Crescenzo Barletta nonché per un episodio di tentata estorsione di somme di denaro commessa ai danni di alcuni acquirenti e posta in essere da Antonio Carlo D'Onofrio e da Barletta in concorso tra di loro aggravata dall'utilizzo di una pistola scoperta poi esser un'arma giocattolo.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Francesco Liguori per Ilaria Cioffi, Michele Ferraro e Giuseppe Stellato per Crescenzo Barletta mentre lo stesso Ferraro difende anche Antonio Carlo D'Onofrio.

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