Droga del clan nelle palazzine, le difese provano a smontare la tesi della Dda

Processo alle battute finali: sentenza in programma a fine novembre

Antonio Esposito ed Antonio Mastropietro

E' giunto alle battute finali il processo in Appello a carico di 12 persone accusate a vario titolo dello spaccio nelle palazzine Iacp di Maddaloni, gestito con il placet del clan Belforte. 

Stamattina dinanzi ai giudici del tribunale di Napoli hanno discusso gli avvocati Franco Liguori, difensore di Antonio Esposito alias 'o Sapunaro e di Fabio Romano, e l'avvocato Mario Mangazzo, difensore di Aniello Zampella. Per i tre i legali hanno chiesto l'assoluzione, con la revisione completa della sentenza pronunciata in primo grado all'esito del processo con l'abbreviato. Si tornerà in aula alla fine di novembre quando termineranno le arringhe dei difensori ed è prevista la sentenza. Nel collegio difensivo sono impegnati, inoltre, gli avvocati Nello Sgambato, Romolo Vignola, Gerardo Marrocco, Danilo Di Rosa, Claudio Sgambato, Michele Ferraro, Ferdinando Letizia.

Pesantissime le richieste di pena invocate dal procuratore generale che ha chiesto la conferma del verdetto pronunciato al termine del primo grado di giudizio. Il pg ha chiesto 6 anni e mezzo per Pietro Belvedere, 31 anni di Maddaloni; 5 anni e 8 mesi per Vincenzo Cecere, 55 anni di Maddaloni; 7 anni e 2 mesi per Giuseppe Madonna, 27 anni di Maddaloni; 12 anni e 10 mesi per lo chef Antonio Mastropietro, 41 anni di Maddaloni; 13 anni e 8 mesi per Antonio Padovano, 42 anni di Maddaloni; 11 anni per Fabio Romano, 29 anni di Maddaloni; 10 anni per Antonietta Stefanelli, 44 anni di Maddaloni; 10 anni e 6 mesi per Antonio Tagliafierro, 30 anni di Maddaloni; 4 anni per Mariano Tagliafierro, 23 anni di Maddaloni; 7 anni per Biagio Tedesco, 27 anni di Maddaloni; 10 anni e 8 mesi per Aniello Zampella, 20 anni di Maddaloni; 20 anni per Antonio Esposito, alias 'o Sapunaro.

L'inchiesta, partita in seguito all'omicidio di Daniele Panipucci, ha svelato l'esistenza di un sodalizio finalizzato allo spaccio di marijuana, cocaina ed hashish nelle palazzine della Cucciarella. Le indagini hanno anche mostrato come i pusher dovessero versare una quota per poter vendere stupefacenti nelle piazze di spaccio ed in particolare in quella del rione Iacp di via Cucciarella a Maddaloni, attività svolta con l'avallo del clan Belforte egemone nella zona di Maddaloni.

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