Droga col 'permesso' del clan, Folino finisce ai domiciliari

I giudici accolgono l'istanza di sostituzione della misura cautelare in carcere: all'interno del sodalizio criminale il suo ruolo era marginale

L'uomo era stato tratto in arresto dai carabinieri

Arresti domiciliari per Salvatore Folino 41enne di Catanzaro, il corriere della droga col permesso del clan dei Casalesi fazione Bidognetti. Il Tribunale di Napoli ha accolto l'istanza del legale di fiducia di Folino, l'avvocato Ferdinando Letizia, disponendo la sostituzione della misura cautelare presso la casa circondariale di Catanzaro con quella meno afflittiva della detenzione domiciliare.

Salvatore Folino era detenuto presso il carcere di Catanzaro dallo scorso 18 ottobre poiché destinatario di una delle 11 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e rese esecutive dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della Stazione di Grazzanise tra Castel Volturno, Napoli e Catanzaro per associazione a delinquere finalizzata all'illecita detenzione e cessione di cocaina con l'aggravante dell'agevolazione mafiosa.

L'indagine che vide coinvolte oltre Folino altre 10 persone (Giorgio Piccirillo, Margherita Spada, Antonio Spinelli, Luigi Marino, Rosa Grazia Castagna, Alfredo Antonucci, Francesco Raffone, Esterina Spinelli, Simona Spampinato, Maria Grazia Marino) grazie all'attività investigativa dei militari durata circa due anni evidenziò l'esistenza di due diverse associazioni dedite allo spaccio di cocaina con base logistica a Castel Volturno.

Il regime di monopolio sul litorale domizio era gestito dalla famiglia Spada/Spinelli e veniva garantito mediante il pagamento di una tangente settimanale agli esponenti della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. L'esportazione oltre i confini campani era assicurata da Salvatore Folino che piazzava gli stupefacenti in territorio calabrese.

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All'interno del sodalizio criminale il suo ruolo era marginale tant'è che dai togati partenopei gli è stata contestata la sola condotta di trasporto di stupefacente dalla Campania alla Calabria e viceversa per conto di un acquirente non ben identificato. Elemento evidenziato dalla difesa che insieme alla cristallizzazione del grave quadro indiziario e cautelare a carico di Folino, il corretto comportamento processuale tenuto con la scelta del rito abbreviato gli venisse concessa la misura della detenzione domiciliare dal Tribunale di Napoli.

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