Droga dei Casalesi, 36enne torna a casa

Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari per Giorgio Piccirillo

Arresti domiciliari per Giorgio Piccirillo, 36enne di Castel Volturno accusato di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina sul litorale col permesso del clan dei Casalesi fazione Bidognetti. Il Tribunale di Napoli ha accolto l'istanza del legale di fiducia di Piccirillo, l'avvocato Ferdinando Letizia, per la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari.

Giorgio Piccirillo è stato coinvolto nell'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che lo scorso ottobre portò all'esecuzione di 11 misure cautelari eseguite dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Grazzanise. L'indagine svelò il meccanismo del monopolio dello spaccio di cocaina sul Litorale Domizia assicurato dalla famiglia Spinelli - Spada dove Piccirillo rimase implicato poiché marito di Esterina Spinelli (anch'essa coinvolta nello spaccio di sostanze stupefacenti) mediante il pagamento di una quota mensile al clan dei Casalesi per l'autorizzazione e l'egemonia sul territorio castellano. La difesa ha però evidenziato quanto si siano attenuate le esigenze di natura cautelare in considerazione del tempo trascorso dall'arresto, dal corretto comportamento processuale tenuto dall'indagato oltre che in vista della prossima definizione del giudizio abbreviato scelto da Piccirillo.

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Argomentazioni che hanno convinto i togati partenopei ad operare per la sostituzione della misura inframuraria con quella custodiale degli arresti domiciliari presso l'abitazione di un congiunto a Ferentino (Frosinone), ultima frattura con il territorio di Castel Volturno, area egemone per le piazze di spaccio del clan dei Casalesi.

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