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Cronaca Capua

Droga del clan, 8 condanne in Appello

Esclusa l'aggravante dell'agevolazione mafiosa: pene ridotte

Pene soft per il gruppo dello spaccio gravitante nell'orbita del clan dei Casalesi, grazie a parentele eccellenti, attivo tra Capua, Vitulazio, Bellona, Camigliano e Casal di Principe.

La Seconda Sezione della Corte di Appello di Napoli - escludendo l'aggravante dell'agevolazione mafiosa - e condanna Teresa Vitolo (moglie di Carlo Del Vecchio e sorella di Massimo Vitolo) a 8 anni e 3 mesi di reclusione; Stefano Fusco (cugino di Teresa Vitolo) a 14 anni di reclusione; il figlio Michele Fusco a 6 anni 9 mesi di reclusione; Pasquale Vitolo (fratello di Teresa Vitolo) a 4 anni e 6 mesi di reclusione; Antonio Nespoli a 4 anni e 6 mesi di reclusione; Antonio Merola a 4 anni e 10 mesi di reclusione (riconosciuta la continuazione con una precedente sentenza di condanna irrevocabile); Tommaso Nigro a 2 anni di reclusione; Rita Fusco ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Pene ridotte ed in qualche caso dimezzate come Pasquale Vitolo che passa da oltre 10 anni a 4 anni e mezzo.

Gli imputati assieme ad altri 4 soggetti vennero coinvolti negli anni 2015/2016 in una operazione dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta che eseguirono nel luglio 2019 altrettante misure cautelari custodiali poiché ritenuti responsabili a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti con l'aggravante del metodo mafioso. L'indagine dei carabinieri coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli consentì di individuare nella compagine criminale i ruoli di primo piano di  Teresa Vitolo ed i cugini Stefano e Maurizio Fusco, quest'ultimi si adoperavano per promuovere l'organizzazione criminale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Gli affari di famiglia erano garantiti non solo dalle parentele eccellenti ma anche dall'appoggio di esponenti del clan dei Casalesi all'epoca liberi come Gaetano Diana figlio del più noto Elio nonché nipote di Francesco Schiavone alias Cicciariello. Gli affari della consorteria criminale a conduzione familiare crebbero in modo celere e monopolista tanto che nei territori a Nord di Caserta quali Capua,Vitulazio,Bellona,Camigliano oltre che a Casal di Principe si sostituirono ai vecchi gestori delle piazze di spaccio locali.

Soldi ed armi non mancavano al gruppo criminale dell'orbita Casalese garantiti con i contatti diretti con l'Albania che rappresentava uno dei maggiori acquirenti. Nel collegio difensivo. sono stati stati impegnati gli avvocati Carlo De Stavola, Elisabetta Carfora, Paolo Di Furia, Angelo Raucci, Renato Jappelli

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