Droga dei Bellagiò, un pentito fa tremare la cosca di lady Del Gaudio

Il pm deposita le dichiarazioni di Restelli. Sarà sentito dinanzi ai giudici fra 10 giorni

Sonia Del Gaudio

Sarà sentito fra una decina di giorni Plinio Restelli, coinvolto nell'inchiesta sullo spaccio di droga a Santa Maria Capua Vetere targato "Bellagiò" e divenuto collaboratore di giustizia. Nei prossimi giorni il pm Francesco Raffaele della Dda depositerà i verbali dei primi interrogatori prima dell'escussione in aula del neo pentito. 

E' questo l'aspetto più rilevante di quanto accaduto oggi nel corso del processo con abbreviato a carico di una quindicina di imputati. Restelli, a quanto pare, ha reso prevalentemente dichiarazioni sul ruolo di Sonia Del Gaudio nella consorteria criminale. Motivo per cui i legali della Del Gaudio, gli avvocati Luca Viggiano ed Angelo Raucci, avevano chiesto ed ottenuto il rito condizionato all'escussione di Restelli, che pure procederà con abbreviato insieme ad altre persone coinvolte nell'inchiesta tra cui Maurizio Palombi, Raffaele Cipullo, Raffaele Terracciano, Gabriele Ciano ed altri indagati. 

Il giudice Imparato ha disposto la riunione in un unico fascicolo degli abbreviati "secchi" e di quello condizionato per la sola Sonia Del Gaudio. Si torna in aula fra 10 giorni. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Luca Viggiano, Angelo Raucci, Nello Sgambato, Dario Mancino ed Enzo Spina. 

L'inchiesta fece emergere due sottogruppi riconducibili a Sonia e Ferdinando Del Gaudio (quest'ultimo a processo con rito ordinario) che, pur condividendo le vicende inerenti al reperimento della sostanza stupefacente da immettere sul locale mercato, provvedevano autonomamente a collocare lo stupefacente presso i diversi spacciatori.

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E' stato appurato che i pusher, vincolati all’acquisto della droga da spacciare dal gruppo dei Del Gaudio ed al prezzo dagli stessi imposto, provvedevano poi a distribuirla ai propri clienti attraverso il sistema del lavoro "a privato", cedendo le singole dosi di stupefacenti a favore di clienti consumatori, dietro ordinazioni a mezzo telefono. E' stato rilevato che la consegna degli stupefacenti, previa acquisizione del prezzo pattuito, avveniva in luoghi concordati del comune sammaritano (ad esempio all’esterno dell’Anfiteatro campano, nonché di noti bar) e dei paesi limitrofi. E' stato riscontrato come uno dei partecipi, uomo di fiducia del capo-promotore, si occupasse anche di recuperare le somme inerenti alla cessione dello stupefacente dai singoli pusher. Nel corso delle indagini sono state tratte in arresto in flagranza di reato 4 persone e sottoporre a sequestro diversi quantitativi di sostanze stupefacenti.

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