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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Capua

Droga della 'base di Batman': 14 davanti al giudice

Fissata l'udienza preliminare per Monaco, i Mandesi e soci: monopolio dello spaccio dopo la decapitazione dei Ligato

Sono 14 le persone - coinvolte in un'inchiesta sullo spaccio di droga tra Capua e l'Agro Caleno - che rischiano il processo. 

E' stato fissata per l'inizio di settembre, dinanzi al gup Saverio Vertuccio di Napoli, l'udienza preliminare a carico di Lucia Amendola, 54 anni di Capua; Antonio Di Lauro, 30 anni di Capua; Antonio Di Rienzo, 53 anni di Capua; Stefano Insero, 38 anni di Caiazzo; Davide Mandesi, 27 anni di Capua; Fabio Mandesi, 28 anni di Capua; Claudio Monaco, 51 anni di Capua: Roberto Monaco, 55 anni di Capua; Carmine Pistone, 31 anni di Capua; Arcangelo Piucci, 56 anni di Capua; Vincenzo Rossetti, 39 anni di Capua; Maria Francesca Russo, 26 anni di Casagiove; Luigi Verrone, 21 anni di Capua; Giuseppe Vilardi, 48 anni di Caserta. 

Sono accusati - a vario titolo - di far parte di un'associazione dedita allo spaccio di droga con base al Rione Santagata di Capua, chiamata dagli indagati la 'base di Batman'. Secondo i pm Simona Belluccio ed Anna Ida Capone la piazza di spaccio sarebbe stata guidata da Claudio Monaco con la collaborazione stretta di suo fratello Roberto e dei due fratelli Mandesi. Sarebbero loro secondo gli inquirenti i promotori di quella che viene dagli stessi indagati definita come una "multinazionale" della droga. Si sarebbero occupati dell'approvvigionamento - con le partite di hashish, cocaina e crack che dall'aversano giungevano a Capua attraverso corrieri, un marocchino e Vincenzo Rossetti. Poi la droga veniva data agli altri sodali per essere venduta al dettaglio. 

La piazza di spaccio aveva preso il sopravvento sul territorio dell'agro caleno dopo l'arresto dei vertici del clan Ligato, con cui Claudio Monaco, alias Cavuotto, era entrato in rotta di collisione (contro la sua abitazione vennero esplosi colpi di pistola). Con il gruppo Ligato fuori dai giochi la banda guidata da Monaco aveva assunto la gestione della droga in regime di monopolio, rifornendo pusher anche di territori vicini, da Aversa a Santa Maria Capua Vetere: "Qua stiamo noi, se vuoi campare devi campare con il fumo nostro", dice Monaco in un'intercettazione. 

La base del complesso Primavera veniva gestita sul modello di quelle napoletane, con telecamere e vedette per monitorare chi entrava e chi usciva. Anche la droga - prevalentemente hashish, crack e cocaina - veniva indicata con nomi criptici. Il gruppo aveva assunto tutte le precauzioni per eludere il lavoro dei carabinieri di Capua al punto da cambiare frequentemente schede e telefoni per rendere più complicato il lavoro degli investigatori che erano sulle loro tracce.

Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Paolo Di Furia, Carlo De Stavola, Filippo Barberi, Mauro Iodice, Giuseppe Stellato, Umberto Pappadia, Angelo Santoro e Giuseppe De Lucia. 

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